Come utilizzare i bandi Horizon 2020 in chiave Industria 4.0

Oggi imprese e pubbliche amministrazioni hanno la necessità di investire fortemente in innovazione.

Questo aspetto è rilevante sia per gli investimenti su, così detti, asset portanti e tecnologie abilitanti (ad esempio ICT), sia per applicazioni verticali (trasporti e logistica, energia, smart cities, “civitas”, ecc).

Fonti di finanziamento a livello europeo e nazionale possono essere sfruttati da diversi stakeholder per “alleggerire” gli investimenti in innovazione e finanziare progettualità fortemente innovative, “disruptive” come vengono definite oggi, tali per cui la competitività dell’industria e delle amministrazioni possa crescere ed avvicinarsi ai livelli dei principali competitor mondiali (ad esempio, Stati Uniti, Cina). In questo contesto la transizione verso l’Industria 4.0 può essere considerata come una serie di investimenti in innovazione che le aziende devono compiere per potersi “scontrare” con i principali competitor.

Ad oggi, sullo scenario europeo, risulta essere di fondamentale rilevanza il Programma Quadro di Ricerca ed Innovazione Horizon 2020, che rappresenta il principale strumento della Commissione Europea per il finanziamento diretto a fondo perduto di progetti di ricerca ed innovazione con copertura dei costi dal 50 al 100% e con un budget stanziato di quasi 80 miliardi di euro per il settennio 2014 al 2020, periodo in cui il Programma avrà efficacia. Di questi si stima che circa 7 miliardi potranno essere utilizzati per finanziare progetti di Industria 4.0.

Ma com’è nato il Programma Horizon 2020?

La Commissione Europea, al fine di sostenere l’uscita dalla crisi economica di molti Paesi della Comunità, ha definito una strategia politica per la crescita nell’Unione Europea fino al 2020. Tale strategia, denominata appunto, Strategia Europa 2020 [1] viene “misurata” su cinque obiettivi che l’UE è chiamata a raggiungere entro il 2020 con riferimento a: Occupazione, Ricerca ed Innovazione, Cambiamenti climatici ed Energia, Istruzione, Povertà ed emarginazione.

Horizon 2020 si pone l’obiettivo di affrontare direttamente le principali sfide identificate nella Strategia Europa 2020, traducendo tali sfide in bandi di finanziamento (“Call for Proposals”).

Horizon 2020 è strutturato in 3 Pilastri (Excellent Science; Industrial Leadership; Societal Challenges) e (ad oggi) 6 programmi trasversali (European Innovation Council (EIC); Spreading excellence and widening participation; European Institute of Innovation and Technology (EIT); Science with and for Society; Joint Research Center; Euratom). (Figura 1).

Figura 1 – Architettura di Horizon 2020 (fonte APRE)

I 3 Pilastri:

  1. Excellence Science (budget 24,4 miliardi di euro): sostenere le migliori idee, sviluppare competenze e fare dell’Europa un polo di attrazione per i migliori ricercatori mondiali;
  2. Industrial Leadership (budget 17 miliardi di euro): creare una leadership industriale in Europa e promuovere la competitività delle imprese, sostenendo alcuni settori particolarmente innovativi, facilitando l’accesso al capitale di rischio e supportando le PMI. È in questo pilastro che si possono ritrovare i principali fondi destinati a Industria 4.0;
  3. Societal Challenges (budget 29,7 miliardi di euro): vincere una serie di sfide sociali nel campo della salute, della sicurezza alimentare, dell’efficienza energetica, dei trasporti intelligenti, dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, della società inclusiva, della sicurezza.

I 6 programmi trasversali:

  1. European Innovation Council (EIC) (budget 2,7 miliardi di euro): finanziare i c.d. top class innovator (tra i quali imprenditori, piccole aziende e ricercatori) con idee brillanti e l’ambizione di crescere in maniera rapida ed esponenziale su scale europea e globale (scaling up);
  2. European institute of Innovation and Technology (EIT) (budget 2,7 miliardi di euro circa): convergere i tre elementi che costituiscono il triangolo della conoscenza (insegnamento superiore, ricerca e innovazione), rafforzando la capacità d’innovazione dell’UE e dei suoi Stati membri;
  3. Spreading Excellence and Widening Participation (budget 800 milioni di euro circa): supporto agli Stati Membri come tali nel quadro della Ricerca ed Innovazione;
  4. Science with and for society (budget 420 milioni di euro circa): promuovere una ricerca e un’innovazione responsabile favorendo un impegno dei cittadini e della società civile sulle questioni di ricerca e innovazione;
  5. Joint Research Center (JRC) (budget 3,2 miliardi di euro circa): fornire un supporto tecnico indipendente e basato sull’evidenza scientifica;
  6. Euratom (budget 1,6 miliardi di euro circa): sostenere il funzionamento sicuro dei sistemi nucleari e lo sviluppo delle competenze sul nucleari.

Ogni Pilastro ed ogni programma trasversale pubblica dei Programmi di Lavoro (“Work Programme”) che definiscono singoli bandi e singole priorità di finanziamento.

A tali bandi possono rispondere tutte le persone fisiche o giuridiche, ad es. imprese, piccole o grandi, enti di ricerca, università, ONG, ecc. (a certe e determinate condizioni anche entità senza personalità giuridica), che risponderanno in forma autonoma o associata (partnership composte da almeno 3 soggetti giuridici indipendenti provenienti da almeno tre differenti Stati Membri o Associati) a seconda delle regole dettate dal singolo bando.

Ad ogni bando si può rispondere attraverso una o più tipologie progettuali, chiamate “azioni”. Le principali azioni:

  • Research and Innovation Actions: progetti di prototipazione e dimostrazione di fattibilità su piccola scala;
  • Innovation Actions: progetti caratterizzati da attività di prototipazione, test, dimostrazione, piloting, validazione, etc. finalizzate alla definizione/produzione/design di nuovi prodotti e processi anche su larga scala;
  • Coordination and Support Actions: attività di supporto allo sviluppo dei progetti o programmi di ricerca attraverso: disseminazione, comunicazione, sensibilizzazione, rete, studi sui risultati delle ricerche etc.;
  • Pre-commercial procurement (PCP): appalti per la realizzazione di attività di ricerca e sviluppo per la progettazione, produzione e sperimentazione di prototipi di prodotto/servizio;
  • Public procurement of innovative solutions (PPI): appalti in cui le autorità pubbliche contraenti risultano essere ‘clienti pilota’ (‘early adopter’ o ‘launching customer’) acquisendo soluzioni innovative nuove non ancora disponibili su larga scala.

Ad esse si aggiungono:

  • SME Instrument: consente alle PMI di presentare idee e nuove soluzioni innovative e altamente tecnologiche;
  • European Research Council (ERC): sostiene i ricercatori eccellenti e i loro team per svolgere ricerca di frontiera in settori e applicazioni nuove e emergenti che introducano approcci innovativi e non convenzionali;
  • Financial Instrument: azione volta a finanziare le Piccole e Medie Imprese nella loro fase di start-up, di crescita e di trasferimento attraverso strumenti di debito;
  • Prizes: “Recognition Prizes” per meriti scientifici già raggiunti; “Inducement Prizes” competizioni che inducono al raggiungimento di un obiettivo specifico.

Tra le pricipali azioni che possono favorire progetti in ottica Industria 4.0, certamente sono da tenere in considerazione le Research and Innovation Actions e le Innovation Actions, soprattutto nella loro eccezione di implementare attività quali la prototipazione e la dimostrazione anche attraverso piloti e trial in contesti reali. In quest’ottica anche lo strumento a favore delle PMI può essere considerato di una certa utilità.

Nei primi tre anni di attuazione del programma la Commissione Europea ha speso circa 30 miliardi di euro, corrispondenti a circa 11,5 mila progetti finanziati. I partecipanti italiani al Programma hanno ricevuoi finanziamenti per circa 2 miliardi di euro [2]

Nel triennio 2018-2020 saranno pertanto a disposizione i restanti 50 miliardi di euro per finanziare progetti di innovazione in molteplici e differenti aree tematiche di interesse.

Risulta chiaro allora che, in un’ottica di reperimento delle opportunità di finanziamento in ambito Industria 4.0, è fondamentale riuscire a “navigare” nel mare di Horizon 2020 per poter identificare le migliori opportunità, i bandi ed gli strumenti più appropriati rispetto alle iniziative innovative che si vuole finanziare, oltre che le migliori partnership per la costruzione di domande di finanziamento credibili ed in linea con i razionali e le indicazioni di Bruxelles.

Si possono illustrare una serie di punti utili per orientarsi nel mondo Horizon 2020:

  • Horizon 2020 è un programma di finanziamento sfidante che copre diversi settori applicati; è necessario avere piena consapevolezza del programma nella sua interezza per poter scegliere il bando ideale;
  • Il livello di prontezza tecnologica (TRL, Technology Rediness Level) richiesto in ogni singolo bando è fondamentale per capire la natura del progetto che la Commissione Europea ha intenzione di finanziare;
  • È importante capire e studiare cosa sta dietro ogni singolo bando, quali obiettivi si è data la Commissione Europea, quali progetti sono già stati finanziati in quel settore specifico;
  • Costruire la domanda di finanziamento seguendo i tre criteri di valutazione che la Commissione Europea applica: qualità scientifica e tecnologica; impatto del progetto in termini tecnologici e rispetto alle politiche comunitarie del settore di riferimento; implementazione come piano di progettazione e costi;
  • Fare networking: un elemento sostanziale per la costruzione delle partnership internazionali, per conoscere i punti di vista della Commissione e dei valutatori, per essere aggiornati.

Note e riferimenti

[1] https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/economic-and-fiscal-policy-coordination/eu-economic-governance-monitoring-prevention-correction/european-semester/framework/europe-2020-strategy_it

[2] http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/projectresults/index.html

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