Lo SME Instrument per l’Industria 4.0: best practices per la presentazione della proposta

Quali sono i criteri di valutazione di un progetto nell’ambito dello SME Instrument?


Lo SME Instrument, come abbiamo già avuto modo di indicare nell’articolo ad esso dedicato, rappresenta uno degli strumenti europei di finanziamento che ha riscosso maggior successo tra quelle PMI italiane che cercavano supporto finanziario per progetti innovativi o soluzioni migliorative non presenti negli attuali mercati e spesso inerenti tematiche connesse con Industria 4.0.

Dall’indagine presentata a ottobre 2017 dall’osservatorio MECSPE (la fiera di riferimento per l’industria manifatturiera) sugli investimenti 4.0 effettuati dall’industria manifatturiera italiana (Figura 1), emerge uno scenario incoraggiante: l’elevata propensione ad effettuare investimenti innovativi nell’ambito della manifattura di tipo 4.0 (ben 9 aziende su 10 si dicono “disposte” a investire per trasformare la loro impresa in chiave 4.0 [1] ) fa ben sperare nell’evoluzione delle nostra imprese verso un modello di “fabbrica intelligente”.

Figura 1 – Tipologie di investimenti 4.0 nel settore manifatturiero

Considerando anche la distribuzione delle domande presentate dal nostro Paese suddivisa tra micro, piccole e medie impresa (cfr. Figura 2), a livello europeo lo SME Instrument rappresenta sicuramente un’opportunità da tenere in considerazione per sostenere iniziative di investimento in ambito 4.0.

Figura 2 – Partecipazione allo SME Instrument – dimensione PMI per paese (fonte Horizon 2020 SME Instrument impact report – edition 2017)

L’iter per la presentazione della domanda è semplice e snella. Ma è fondamentale saper bene esprimere nella domanda il contenuto innovativo dell’idea progettuale poiché le proposte presentate sono valutate esclusivamente sulla base di criteri di eccellenza, impatto, qualità ed efficienza dell’implementazione della proposta.

La competizione a livello europeo è, inoltre, molto alta, tanto che la Commissione europea ha definito questo strumento “la Champions League dell’innovazione europea”. I valutatori sono portati a selezionare solo i progetti che risultino credibili in termini di soddisfacimento dei criteri succitati: proposte innovative, proiettate verso soluzioni che apportano valore aggiunto sul mercato, che presentino altresì un profilo di rischio medio di mercato.

La natura molto selettiva dello SME Instrument si rileva anche analizzando l’analisi statistica effettuata a luglio 2017 sulla partecipazione italiana a Horizon 2020, dell’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE) citata in un nostro articolo precedente. L’APRE rileva come il numero di proposte accolte nella prima fase – quella per supportare la fattibilità tecnico-scientifica e il potenziale economico-commerciale dell’idea progettuale – sia molto elevato, con ben 338 proposte accolte, cosa che ci posiziona secondi dietro la Spagna (339 proposte accolte), anche se il tasso di successo delle proposte è leggermente inferiore rispetto alla media europea (7% verso 8,4% media europea). Di contro, purtroppo, il tasso di successo nella fase 2 – consistente presentazione del progetto applicativo di industrializzazione – è di gran lunga inferiore: meno di quattro aziende candidate su 100 arrivano infatti al successo in questo secondo step, collocando il nostro paese nella fascia più bassa tra i principali paesi europei (tasso di successo 3,7%).

Quasi mai per le aziende il successo arriva alla prima presentazione, più spesso al secondo o terzo tentativo, ed evidente è lo sforzo da parte delle aziende di affinare e rielaborare il progetto, in modo da presentare un business plan completo e credibile. La distribuzione delle scadenze per ciascun anno e per ciascuna fase – sono previste call con quattro date di scadenza (cut off) all’anno per ogni fase –, unitamente ai brevi tempi di risposta – in media 35 giorni per la fase 1 e 42 per la fase 2 – permette di fare più “tentativi”, attivando processi di migliorative learning. Statisticamente più del 30% delle imprese presenta il progetto almeno una seconda volta con significativi miglioramenti ed incrementi delle chances di successo.

Ma quali sono i principali motivi dell’alto tasso di insuccesso? Sul sito dell’Easme, Executive Agency for SMEs, l’agenzia esecutiva per le Piccole e Medie Imprese dell’Unione europea, vengono evidenziate 6 lesson learnt basate sulle domande presentate, che portano alla bocciatura la proposta:

  1. focus eccessivo sul progetto anziché sulle reali opportunità di business sul mercato;
  2. presentazione dell’azienda poco attraente e convincente;
  3. assenza di informazioni relative ai competitor;
  4. scarso livello di innovazione del progetto, che il più delle volte mira a sviluppare prodotti già esistenti sul mercato;
  5. assenza di indicazioni circa la fase di commercializzazione del prodotto/servizio;
  6. domande prive di requisiti, ad esempio non attinenti allo scopo del programma, presentate semplicemente per “tentare la fortuna”.

La sensazione è che alcuni progetti vengano presentati con l’obiettivo esclusivo di ottenere il finanziamento europeo, senza avere un progetto imprenditoriale che risulti credibile.

Ci sono, tuttavia, alcune best practices che producono valore aggiunto all’occhio dei valutatori e, dunque, migliorano il tasso di accettazione della proposta. Ricordiamo, a tal proposito, che le domande saranno valutate da un panel di quattro valutatori internazionali che esamineranno diversi aspetti della proposta progettuale: l’aspetto tecnologico, la conoscenza del mercato, il piano di commercializzazione e il piano economico finanziario.

Ciascuno dei valutatori esaminerà 3 criteri che rappresentano i veri leitmotiv dello SME Instrument: eccellenza, impatto, qualità ed efficienza dell’attuazione della proposta.

La proposta dovrà essere ben bilanciata e coprire tutti gli aspetti per ogni criterio di valutazione. In particolare:

Eccellenza. È necessario convincere i valutatori che l’idea progettuale sia non solo un’idea “ambiziosa”, ma anche convincente, descrivendo la sua portata innovativa e come potenzialmente può influire sulle dinamiche di mercato. Occorre inoltre evidenziare non solo il valore aggiunto del progetto, ma anche effettuare un confronto con i competitor presenti sul mercato e spiegare perché la soluzione proposta è migliore, senza tralasciare anche i rischi in cui si incorre. È necessario altresì indicare il Technology Readiness Level (o TRL), ossia il grado di maturità della tecnologia proposta. Per le proposte SME Instrument, è richiesto un livello minimo di TRL 6 (technology demonstrated in relevant environment – industrially relevant environment in the case of key enabling technologies), dunque progetti in cui le attività principali non sono connesse ad una ricerca di base, ma si collocano ad un livello sperimentale più elevato.

Impatto. Un aspetto chiave è dimostrare che l’idea progettuale ha una dimensione europea o internazionale. Se si tratta di un mercato solo nazionale, il progetto non sarà supportato dallo SME Instrument. Occorre esemplificare le logiche di commercializzazione in termini di mercati serviti, target di clientela potenziale, ritorni economici con proiezioni a medio termine, evoluzione del mercato, quota di mercato aggredibile, l’impatto occupazionale e così via. La protezione della proprietà intellettuale (IP) è altrettanto importante e va dettagliata, in quanto l’idea deve rispettare il principio del freedom to operate: l’idea deve essere originale e non deve violare diritti IP altrui. È fondamentale, dunque, che sia inclusa una descrizione dello stato e della strategia di protezione dell’IP.

 

Implementazione. In questo caso si valutano qualità ed efficienza della proposta. Occorre descrivere con sufficiente chiarezza la composizione del team di progetto in termini di risorse impiegate, numero di partner se si costituisce un consorzio, tipologie di figure e competenze professionali, partner esterni, il tutto accompagnato da un preciso working action plan che dimostri l’appropriatezza della struttura e delle procedure di management. Fondamentale inoltre è la descrizione della market strategy con proiezioni “realistiche”.

In sede di valutazione l’impatto del progetto ha un peso doppio rispetto a quello degli altri due criteri. A ciascun criterio viene assegnato un punteggio da 0 (non-relevant) a 5 (excellent), con soglie minime per criterio, tematica e fase del finanziamento. Il punteggio finale è rappresento dal valore mediano dei punteggi individuali.
Sul sito dello SME Instrument  e attraverso i punti di contatto nazionali l’impresa potrà ricevere il necessario supporto per ulteriori informazioni e chiarimenti in merito.

 

Note e riferimenti

[1] Cfr. Mecspe, per 66% imprese industria 4.0 ha effetti positivi sul settore manifatturiero, AdnKronos, 9 Ottobre 2017


Rif. articolo: Ciascuno dei valutatori esaminerà 3 criteri che rappresentano i veri leitmotiv dello SME Instrument: eccellenza, impatto, qualità ed efficienza dell’attuazione della proposta.

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