Le opportunità di finanziamento dell’UE per ricerca, innovazione e Industria 4.0: panoramica del Programma Horizon 2020

Quali sono i 3 pilastri chiavi di Horizon 2020? Lo SME Instrument dove si colloca?


L’Unione Europea investirà per i prossimi due anni circa 30 miliardi di euro nell’ambito di Horizon 2020, il programma dell’Ue che finanzia la ricerca e l’innovazione anche in ambito Industria 4.0.

L’Unione Europea ha messo a disposizione per il periodo 2014-2020 cospicui finanziamenti a favore di enti pubblici, imprese e associazioni, spostando il suo baricentro dalle opere infrastrutturali all’innovazione tecnologica. Oltre ai cosiddetti Fondi strutturali e d’investimento, gestiti congiuntamente dalla Commissione europea e dagli stati membri, destinati alle regioni UE caratterizzate da un numero elevato di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale o da cambiamenti strutturali e per i quali è stato riservato circa un terzo del bilancio dell’Unione Europea, troviamo i programmi a gestione diretta (come per esempio Horizon 2020 e COSME), gestiti centralmente dalle Direzioni generali e dalle Agenzie esecutive della Commissione europea.

L’ambito dei progetti è molto vasto e coinvolge, direttamente o indirettamente, anche la “quarta rivoluzione industriale” oggetto di questa serie di articoli. Sebbene i benefici delle innovazioni che ruotano attorno al concetto di Industria 4.0 diventino tangibili quando dalla ricerca si passa alla commercializzazione e, dunque, alla messa in opera dei risultati delle ricerche, una serie di queste iniziative finiscono esattamente con il finanziare questo nuovo paradigma industriale.

Senza entrare nel dettaglio della struttura di Horizon 2020, che andremo a descrivere più avanti, qui basti ricordare come la Industrial Leadership sia uno dei pilastri del processo di finanziamento del framework europeo e, al suo interno, il programma con la maggiore quota di fondi (il 17,6% del budget dei fondi globali) è destinato a promuovere la ricerca che favorisca la Leadership in enabling and industrial technologies dell’Europa. Lo stesso, anche se in modo meno diretto, si può dire di un programma come Future and Emerging Technologies (FET) destinato a finanziare le sinergie fra le scienze avanzate e soluzioni ingegneristiche all’avanguardia.

I finanziamenti diretti hanno lo scopo di supportare l’implementazione di progetti transnazionali che contribuiscano alla realizzazione degli obiettivi europei e che siano attuati, generalmente, da almeno tre partner provenienti da tre stati membri diversi. I fondi sono assegnati attraverso “inviti a presentare proposte” (call for proposal) pubblicati sul Participant Portal, il sito web ufficiale dedicato ai fondi del programma, e sono disponibili, con obiettivi specifici e dettagliati, per progetti di ricerca transfrontalieri, aperti anche a partner internazionali, partenariati pubblico-privato e pubblico-pubblico.

Tendenzialmente i finanziamenti previsti dai programmi europei a gestione diretta non coprono

l’intero importo del progetto finanziato. Le percentuali del cofinanziamento variano a seconda del singolo programma, oscillando generalmente fra il 50% e il 70% delle spese totali ammissibili sostenute per la realizzazione delle attività progettuali. I beneficiari devono quindi integrare il finanziamento con fondi propri che possono provenire sia dagli enti che costituiscono il partenariato, sia da altri finanziamenti pubblici, crediti bancari, apporti in natura o sponsorizzazioni.

Un’eccezione al principio generale si trova nel campo della ricerca e dello sviluppo, per cui i costi diretti ammissibili sono il 100%. In questo ambito rientra appunto Horizon 2020, il programma di finanziamento per la ricerca e l’innovazione europea per il periodo 2014-2020. È il programma più ingente varato sinora dall’Unione Europea in termini di risorse assegnate – essendo disponibili circa 70,2 miliardi di euro [1] di finanziamenti per un periodo di 7 anni (2014-2020) – nonché nodo centrale della strategia Europa 2020 per una crescita “intelligente, sostenibile e inclusiva”.

Il programma racchiude in un’unica cornice di riferimento i finanziamenti disponibili in termini di ricerca e innovazione, coprendo tutti gli ambiti della ricerca: da quella esplorativa (ricerca di “frontiera”), alla realizzazione e sviluppo dell’idea tecnologica, fino alla dimostrazione e applicazione dei risultati in ambito industriale e commerciale.

Al centro di Horizon 2020 ci sono l’eccellenza scientifica, l’industria competitiva e le sfide sociali. Il programma mira a consolidare il posizionamento internazionale dell’Unione Europea nel settore della ricerca e innovazione, stimolando la crescita degli investimenti, attivando misure a favore dell’occupazione, introducendo politiche attive in materia di cambiamenti climatici, mercato unico digitale e così via.

La struttura di Horizon 2020 è incentrata su tre pilastri chiave e cinque programmi trasversali, così come rappresentati in Figura 1:

  • Pilastri:
    • Eccellenza scientifica;
    • Leadership industriale;
    • Sfide della società.
  • Programmi trasversali:
    • Istituto europeo d’innovazione e tecnologia (IET);
    • Diffondere l’eccellenza e ampliare la partecipazione;
    • Scienza con e per la Società;
    • Azioni dirette non nucleari del Centro Comune di Ricerca;
    • EURATOM;
    • Fast track to innovation.

Figura 1 – Architettura di Horizon 2020 (fonte APRE)

Esaminiamo ora i tre pilastri del programma che rappresentano le macro-aree tematiche oggetto degli interventi di finanziamento.

PILASTRO 1 – ECCELLENZA SCIENTIFICA
BUDGET: 24,4 miliardi di euro

Obiettivo del primo pilastro è di rafforzare il livello di eccellenza della ricerca scientifica europea al fine di rendere l’Europa un luogo attrattivo delle migliori idee e dei ricercatori di maggior talento. Ciò avviene attraverso quattro programmi:

a) Consiglio Europeo per la Ricerca (ERC): sostiene i ricercatori di eccellenza di qualsiasi età e nazionalità e i loro team nello svolgere ricerche di frontiera di elevata qualità.

b) Tecnologie future ed emergenti (FET): supporta la ricerca più “visionaria” e non convenzionale, in grado di contribuire allo sviluppo di tecnologie radicalmente nuove. Per perseguire questo intento, il programma FET è organizzato in tre schemi complementari:

  • FET “aperte”: a sostegno di idee radicalmente nuove e visionarie in grado portare allo sviluppo di tecnologie innovative;
  • FET “proattive”: a sostegno di progetti di ricerca esplorativa su temi indicati dalla Commissione Europea;
  • FET “faro”: a sostegno della ricerca su ampia scala, che mira a conseguire scoperte scientifiche che interessano l’intera società.

c) Azioni Marie Sklodowska Curie (MSCA): mira al rafforzamento delle competenze e allo sviluppo della carriera dei ricercatori eccellenti mediante la cooperazione transfrontaliera e la mobilità intersettoriale dei ricercatori.

d) Infrastrutture di Ricerca (INFRA): garantisce che l’Europa disponga di infrastrutture di ricerca accessibili a tutti i ricercatori e alle imprese (fisiche, virtuali, tecnologie ICT e così via).

 

PILASTRO 2 – LEADERSHIP INDUSTRIALE
BUDGET: 17 miliardi di euro

Il secondo pilastro di Horizon 2020 intende sostenere le imprese europee in grandi investimenti in tecnologie strategiche e innovative che mirano al consolidamento in aree di interesse strategico delle tecnologie chiave abilitanti e industriali (KET, Key Enabling Technologies) (fotonica, robotica, 5G, Big Data, fabbrica del futuro, high performance computing, manifattura additiva, nanotecnologie, biotecnologie, robotica, Internet of Things) al fine di incentivarne la crescita tecnologica, rafforzandone la competitività e supportandole nella trasformazione in compagnie leader a livello globale.

Il pilastro si articola in tre programmi:

  • Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali: il programma sostiene la ricerca e supporta lo sviluppo delle tecnologie del futuro necessarie per sostenere l’innovazione in tutti i settori, tra cui le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) e le tecnologie spaziali. È il programma che supporta le tecnologie di prima linea – produzione di materiali avanzati, biotecnologia e nanotecnologie, Internet of Things – che sono alla base di prodotti rivoluzionari come smartphone, batterie ad alte prestazioni, veicoli leggeri, nanomedicine, tessuti intelligenti e molti altri ancora. A questo ambito, che tocca direttamente le tecnologie Industria 4.0, dedichiamo un maggiore approfondimento più avanti.
  • Accesso al capitale di rischio: accoglie gli strumenti finanziari volti a supportare le aziende europee attive nel settore di Ricerca e Innovazione nell’accesso a prestiti, garanzie, controgaranzie, finanziamenti ibridi o “mezzanino”[2] ed a strumenti di equity.
  • L’innovazione nelle PMI – SME Instrument: favorisce la crescita sui mercati internazionali di PMI particolarmente innovative. Il programma è indirizzato specificamente per la trasformazione di idee/tecnologie in prodotti e servizi delle PMI innovative, supportandole nello sviluppo tecnologico, ma altresì in un’ottica di crescita economica, benessere e occupazione. L’imprenditorialità delle PMI rappresenta una risorsa fondamentale per nuove idee di competitività dell’intera società europea.

 

PILASTRO 3 – SFIDE DELLA SOCIETÀ

BUDGET: 29,7 miliardi di euro

Il terzo pilastro di Horizon 2020 rispecchia le priorità strategiche della strategia Europa 2020 e ha come obiettivo quello di sviluppare nuove e credibili soluzioni per sette grandi attuali problematiche condivisi dai cittadini europei e altri paesi. Le sette sfide sociali consistono in:

  1. Sanità, cambiamenti demografici e benessere;
  2. Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bio-economia;
  3. Energia da fonti sicure, pulita ed efficiente;
  4. Trasporti intelligenti, ecologici e integrati;
  5. Azione per il clima, efficienza sotto il profilo delle risorse e materie prime;
  6. Società inclusive, innovative e riflessive;
  7. Società sicure e innovative – proteggere la libertà e la sicurezza dell’Europa e dei suoi cittadini.

Di questi programmi – lo abbiamo già sottolineato – quello che più da vicino tocca le tematiche relative a Industria 4.0 è la Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali (LEIT, Leadership in enabling and industrial technologies). Un programma particolarmente apprezzato dalla “comunità scientifica e industriale italiana che, storicamente, ha sempre mostrato un grande interesse per il tema ICT e ha mostrato negli anni una buona capacità propositiva portando al riconoscimento europeo di eccellenze italiane in molti settori”[3]. La partecipazione italiana, nell’analisi effettuata da APRE per le call 2014-2016 , segna un andamento crescente del numero di partecipanti; le proposte presentate sono passate da 186 nel 2014 a 258 nel 2016. Il 62% delle imprese italiane partecipanti è costituito da enti for profit e da piccole e medie imprese, con una performance in termini di contributo finanziario del 51% sul totale contributo italiano.

Nelle bozze dei work programmes 2018-2020 LEIT relativi all’ICT e al settore NMBP (Nanotechnologies, Advanced Materials, Biotechnology and Advanced Manufacturing and Processing) vi sono diverse call for proposal che riguardano le tecnologie per “digitalizzare” l’industria del futuro. In particolare la Commissione pone l’accento su tecnologie come la fotonica (call ICT-03-2018-2019), le micro e le nanotecnologie (ICT-06-2019), gli smart system (ICT-07-2018) e la robotica (ICT-09-2019-2020), l’Internet of Thing, il cloud computing (ICT-15-2019-2020), Big Data e data analytics (ICT-11-2018-2019 e altri). Nelle future – e previste – call for proposal rientrano anche temi più legati all’organizzazione delle fabbriche del futuro: la formazione necessaria per i nuovi lavori (DT-FOF-01-2018) oppure le procedure di aggiornamento di macchinari industriali (DT-FOF-06-2019). Maggiori informazioni si possono reperire sul sito dell’EFFRA (European Factories of the Future Research Association), l’associazione non profit che rappresenta l’industria nella partnership pubblica-privata (PPP) Factories of the Future (FOF), l’iniziativa che supporta le industrie europee – soprattutto PMI – nell’adozione delle nuove tecnologie abilitanti nel settore della produzione industriale.

Per quanto riguarda i programmi trasversali, essi includono temi comuni a tutti i pilastri. In particolare, il programma Fast track to Innovation mira ad incrementare la partecipazione dell’industria, delle PMI e di coloro che si avvicinano per la prima volta ad Horizon 2020, stimolando gli investimenti provenienti dal settore privato in Ricerca e Sviluppo anche attraverso la riduzione del “time to market”, con l’obbligo di arrivare sul mercato entro tre anni dall’inizio del progetto.

Il programma è caratterizzato da un approccio di tipo bottom-up, con la possibilità di presentare proposte in tutti gli ambiti tematici delle LEIT e delle Sfide Sociali di Horizon 2020. La partecipazione dell’industria all’interno dei partenariati è obbligatoria e deve essere preponderante, prevedendo:

  • almeno il 60% del budget del progetto deve essere in capo ai partner industriali;
  • il numero minimo di soggetti appartenenti al mondo industriale deve essere 2 per consorzi di 3 o 4 partecipanti e 3 per consorzi di 5.

Le proposte devono essere presentate da un minimo di 3 a un massimo di 5 soggetti giuridici stabiliti in almeno tre Stati diversi, membri dell’Unione Europea o associati ad Horizon 2020. Sono invitati a prenderne parte anche attori che possono svolgere un ruolo chiave nel processo di commercializzazione, come ad esempio le associazioni industriali, cluster tecnologici, utenti finali, incubatori, investitori e così via. Il finanziamento comunitario è del 70% dei costi ammissibili (100% per gli enti no profit).

Per molti dei programmi europei è stato stabilito un punto di contatto nazionale che fornisce informazioni e chiarimenti a chiunque ne faccia richiesta. In Italia l’Agenzia per la promozione della Ricerca Europea ospita tutti i Punti di Contatto Nazionale (NCP) relativi al Programma di Horizon 2020 in Italia.

Gli NCP offrono un servizio, a titolo gratuito, di informazione e assistenza su: priorità tematiche o programmi di ricerca, strumenti finanziari, procedure amministrative e preparazione delle proposte.

Per una trattazione più ampia di quali siano le modalità e le regole di partecipazione rinviamo all’articolo su Modalità e regole di partecipazione a Horizon 2020.

 

Note e riferimenti

[1] 70,2 miliardi a prezzi costanti (senza l’effetto dell’inflazione); quasi 80 a prezzi correnti, cfr. Factsheet: Horizon 2020 budget.

[2] Il Mezzanine finance è uno strumento finanziario integrato caratterizzato da rendimenti in base a tassi fissi e rendimenti variabili (equity Kicker) collegati all’incremento eventuale di valore della azienda a cui il finanziamento è destinato, finalizzata ad offrire al finanziatore del mezzanino la possibilità di partecipare agli apprezzamenti di valore di mercato del capitale di rischio dell’impresa finanziata.

[3] Apre, Una panoramica sulla partecipazione italiana a Horizon 2020, Luglio 2017


Rif. articolo: La struttura di Horizon 2020 è incentrata su tre pilastri chiave e cinque programmi trasversali, così come rappresentati in Figura 1:

  • Pilastri:
    • Eccellenza scientifica;
    • Leadership industriale;
    • Sfide della società.
  • Programmi trasversali:
    • Istituto europeo d’innovazione e tecnologia (IET)
    • Diffondere l’eccellenza e ampliare la partecipazione;
    • Scienza con e per la Società;
    • Azioni dirette non nucleari del Centro Comune di Ricerca

Figura 1. Architettura di Horizon 2020

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