Le novità 2018-2020 dei bandi SME Instrument per l’Industria 4.0

Cosa finanzia lo SME Instrument? Quali sono i topic di riferimento?


Il 27 Ottobre 2018 la Commissione europea ha pubblicato ufficialmente l’ultimo “pacchetto” dei work programme di Horizon 2020 valevoli per il triennio 2018-2020.

Lo SME Instrument, l’iniziativa attraverso la quale la Commissione europea intende favorire la crescita sui mercati internazionali delle PMI innovative, entra nella fase finale. L’EIC, lo European Innovation Council, la struttura nata con l’obiettivo di fungere da collettore tra le iniziative esistenti a livello europeo per massimizzarne il valore aggiunto degli strumenti “close to market”, ha pubblicato per la prima volta ufficialmente lo scorso 27 ottobre la versione finale dell’ultimo work programme di Horizon 2020 dedicato anche allo SME Instrument.

Il work programme 2018-2020 “European Innovation Council (EIC) pilot – Towards the next Framework Programme for Research and Innovation”, con un budget di oltre 2,5 miliardi di euro, raggruppa, oltre allo SME Instrument, alcuni strumenti di finanziamento già esistenti vicini a Industria 4.0, come, ad esempio, Fast Track to Innovation, FET Open e EIC Horizon Prizes, strumenti che hanno in comune l’attenzione verso le innovazioni radicali e dirompenti che mostrano la capacità di generare nuovi modelli di business e di mercato.

A partire dal 2018 verranno introdotte importanti novità rispetto agli anni precedenti con l’obiettivo di ampliare la portata dei benefici che lo SME Instrument apporta all’ecosistema europeo dell’innovazione. In queste novità rientrano, ad esempio, la disponibilità di un budget maggiore oppure la rinuncia ai vincoli tematici a favore di proposte progettuali d’investimento oggetto di specifici studi e analisi da parte degli imprenditori; vi rientrano in tal senso anche i progetti altamente innovativi strettamente legati alle logiche di Industria 4.0.

Negli ultimi due anni, infatti, le aziende sono state invitate a presentare proposte sulla base di 13 aree tematiche specifiche (topics), sia nelle call di fase 1 che nelle call di fase 2. Tali topics hanno riguardato una vasta gamma di tecnologie, tra cui le nanotecnologie (SMEInst-02), la biotecnologia (SMEInst-03), la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie spaziali (SMEInst-04), le azioni sul clima (SMEInst-11), la ricerca e lo sviluppo della sicurezza (SMEInst-13), fino alle innovazioni cosiddette “disruptive” (SMEInst-01).

L’importo complessivo dei finanziamenti disponibili differiva significativamente tra le varie aree tematiche: nel 2016 e nel 2017 la maggiore quota di finanziamento stanziata è stata per lo SMEInst-01 (innovazione disruptive), per un totale di 126 milioni di euro, seguita dalla call SMEInst-10 (mobilità dei trasporti e delle smart cities), con 118,8 milioni di euro e SMEInst- 05 (biotecnologia sanitaria) con 115 milioni di euro. Per altre aree, al contrario, la dotazione finanziaria è stata molto esigua: come per esempio per la call SMEInst-08 (innovazione e soluzioni per la crescita blu) e SMEInst-03 (riduzione del divario per l’accesso al mercato degli studi di laboratorio delle PMI biotecnologiche) per i quali sono stati assegnati rispettivamente 21,9 e 15 milioni di euro.

Entriamo nel dettaglio delle modifiche introdotte dal nuovo programma di lavoro 2018-2020.

1. Fully bottom-up approach. Non saranno più indicati i 13 topics tematici, ma sarà possibile presentare progetti su qualsiasi argomento purché gli stessi abbiano una valenza fortemente innovativa. La ratio che ha ispirato tale modifica è la volontà di dare più spazio e promuovere l’innovazione in settori che altrimenti sarebbero rimasti fuori dai 13 argomenti, o perché non previsti o perché assegnatari di fondi troppo esigui. L’assenza di argomenti specifici comporterà probabilmente un aumento del numero di proposte, incrementando in tal modo la competitività degli strumenti delle PMI in generale: dunque un’unica competizione intersettoriale.

2. Incremento del budget. In linea con la previsione di aumento del numero di proposte, cresce anche il budget assegnato che, per il periodo 2018-2020, è circa 1,63 miliardi di euro. L’incremento rispetto al 2017 è sostanziale (+45% per la fase 1 e +10,6% per la fase 2) e ha l’obiettivo di finanziare il maggior numero di progetti vincitori. In Tabella 1, si evidenzia il budget 2018-2020 suddiviso per singoli esercizi e scadenze (cut off) delle call:

Tabella 1: Cut off SME Instrument 2018-2020 (fonte APRE.it)

Nella Tabella 2 è indicata la percentuale di ripartizione del budget dello SME Instrument per singola fase:

Tabella 2: Suddivisione budget SME Instrument (fonte Commissione Europea –European Innovation Council)

3. Incremento del peso ponderato sull’Impatto. In precedenza, tutti e tre i criteri (Eccellenza, Impatto, Qualità ed efficienza dell’attuazione della proposta, cfr. articolo su Lo SME Instrument per l’industria 4.0: best practices per la presentazione della proposta,) avevano lo stesso peso nella valutazione del progetto.
Per il 2018-2020 il criterio di valutazione dell’Impatto della proposta avrà un peso maggiore (50%) e il restante 50% sarà suddiviso uniformemente tra Eccellenza e Qualità ed efficienza dell’attuazione.
Il cambiamento di messa a fuoco è evidente: la, diciamo così, “liberalizzazione” dei topics fa pendere la valutazione sull’impatto innovativo che ogni progetto avrà sui mercati europei o globali. Quei progetti che creano in maniera disruptive nuovi mercati o sfruttano i mercati esistenti in modo innovativo avranno maggior chances di essere finanziati.

4. Incremento soglia per accedere al finanziamento in fase 2. Per accedere al finanziamento in fase 2 occorreva raggiungere il punteggio di 12/15 (ricordiamo che a ciascun criterio viene assegnato un punteggio da 0, non-relevant, a 5, excellent) e il punteggio finale era rappresentato dal valore mediano dei punteggi individuali dei 4 valutatori. Nel nuovo triennio del programma di lavoro dedicato allo SME Instrument è necessario raggiungere la nuova soglia di 13/15 (come in fase 1).

5. Interviste nella Fase 2. L’incremento del peso assegnato al criterio dell’“Impatto” sulla valutazione del progetto ha portato a modificare la stessa procedura di valutazione. Mentre per la fase 1 non vi è alcuna differenza rispetto agli anni precedenti, per le imprese selezionate per l’accesso alla fase 2 la valutazione dei progetti avverrà in due step.

Il primo step, invariato rispetto al passato, consisterà in un Evaluation Summary report, redatto a distanza e consegnato da ciascuno dei 4 esperti valutatori all’EASME (l’Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese), che calcolerà la mediana delle valutazioni criterio per criterio. Le proposte che raggiungono il Seal of Excellence (certificato di eccellenza riconosciuto solo ai progetti che superano la soglia di finanziabilità di 13/15), saranno invitate a Bruxelles per il secondo step di valutazione. Saranno invitati, da notare, tutti i proponenti in ordine di graduatoria e fino al raggiungimento del doppio del budget assegnato allo SME Instrument fase 2. Le proposte che raggiungono la fase 2 avranno, in altre parole, circa il 50% di chances di ottenere il finanziamento. In Figura 1 si evidenzia il meccanismo che regola l’accesso al secondo step:

Figura 1 – Modalità di accesso alle interviste di fase 2 (fonte APRE.it)

Il secondo step di valutazione consisterà in un’intervista in lingua inglese (pitch) della durata totale di circa 30 minuti (10 minuti per la presentazione) con 5 valutatori di comprovata esperienza nell’ambito del settore industriale, finanziario e tecnologico con le seguenti ripartizioni:

  • 88% di provenienza da aziende for profit
  • 6% da investitori (business angels, venture capital, investitori istituzionali)
  • 5% altra finanza.

All’intervista potranno essere presenti un numero massimo di 3 rappresentanti scelti all’interno dell’impresa (non è possibile presentare consulenti esterni) o un rappresentante per ogni impresa costituente il consorzio. Lo scopo del pitch è aiutare ulteriormente i valutatori e la Commissione europea a valutare in maniera più approfondita sia il progetto che il team. In questa fase “aggiuntiva” le proposte riceveranno, oltre al punteggio dello step 1, un marchio “A” o un marchio “B” dalla revisione finale. Solo le proposte che avranno superato tutte le soglie di qualità e che avranno ricevuto un marchio di tipo “A” saranno proposte per il finanziamento.

6. Semplificazione del template. Tra le altre novità si segnala la semplificazione del modello (template) di invio della proposta di finanziamento per la fase 1 e la fase 2. Come mostra la Figura 2, tale template è stato reso meno ridondante ed utilizza una struttura molto simile a quella del classico business plan che, tra l’altro, è più vicina a quella comunemente utilizzata nel mercato.

Figura 2 – Nuovi template per la proposta 2018-2020 (fonte APRE.it)

Il quadro delle novità introdotte per lo SME Instrument 2018-2020 evidenzia come, pur disponendo di idee progettuali brillanti e altamente innovative, occorre uscire dalla nostra comfort zone e prepararsi adeguatamente (business english!) e per tempo ad una competizione che appare sempre più elevata e trasversale.


Rif. articolo: “1. Fully bottom-up approach. Non saranno più indicati i 13 topics tematici, ma sarà possibile presentare progetti su qualsiasi argomento purché gli stessi abbiano una valenza fortemente innovativa. La ratio che ha ispirato tale modifica è la volontà di dare più spazio e promuovere l’innovazione in settori che altrimenti sarebbero rimasti fuori dai 13 argomenti, o perché non previsti o perché assegnatari di fondi troppo esigui. L’assenza di argomenti specifici comporterà probabilmente un aumento del numero di proposte, incrementando in tal modo la competitività degli strumenti delle PMI in generale: dunque un’unica competizione intersettoriale.”

Comments are closed.