Le competenze per il social media analyst in Industria 4.0

Quali sono le principali competenze per un social media analyst in Industria 4.0?


Tra le tecnologie che più incidono nel paradigma di Industria 4.0 troviamo la rete e l’analisi dei dati che a partire da questa si producono. Uno dei possibili scopi dell’analisi dei dati è quello del loro utilizzo a fini commerciali, di marketing e di company branding nei social media. I social media sono stati definiti come “un gruppo di applicazioni basate sul web e costruite sui paradigmi (tecnologici ed ideologici) del web 2.0 che permettono lo scambio e la creazione di contenuti generati dagli utenti” (Kaplan, Haenlein, 2010) e sono un elemento sempre più importante per le imprese, soprattutto per quelle che fanno dell’utilizzo della rete un punto chiave del loro modello di business e di marketing. L’analisi dei social media risulta infatti importante ai fini di monitorare i livelli di reputazione di una impresa e per interagire direttamente con attuali o potenziali clienti. In un modello produttivo come quello di Industria 4.0, nel quale il rapporto con il consumatore è centrale, l’analisi dei dati di questi strumenti diventa fondamentale e le nuove tecnologie (i big data in particolare) offrono grandi opportunità. A tal fine è necessario possedere competenze tecnico-professionali che permettano un utilizzo ed una analisi dei dati dei social media utile per ottenere informazioni preziose e che possono riorientare le priorità e le attività delle imprese.

Alla luce di queste esigenze, il social media analyst è un profilo professionale responsabile per la creazione, la gestione e il monitoraggio della presenza social dell’impresa, con una particolare attenzione verso l’analisi dei dati che emergono da essi. In una impresa con un’area comunicazione e marketing digitale dotata di più risorse, esso può essere una figura distinta dal social media manager che si occupa principalmente della produzione e diffusione di contenuti social.

Relativamente alle competenze, in primo luogo il social media analyst deve conoscere i diversi strumenti che la rete offre, per decidere in quali investire tempi e risorse. Occorrono quindi competenze in materia di: social network (Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram, Google+, YouTube, Snapchat i principali, ma se ne potranno individuare altri a seconda della tipologia di prodotto e di utenza delle imprese); motori di ricerca e relativi sistemi pubblicitari; blog e siti internet e principali strumenti di analisi dei flussi di utenti. L’eterogeneità di strumenti che si possono adottare va di pari passo con l’eterogeneità dei livelli di profondità dell’analisi che vi vogliono mettere in campo. Le strategie che una imprese deciderà di adottare potranno variare in base ad alcuni criteri legati alla natura dell’impresa e alle sue scelte, e sono fondamentali per individuare le professionalità e le competenze da essa richieste: tipologia di mercato (soprattutto la differenza tra B2B e B2C); dimensione e risorse dell’area marketing e/o comunicazione; quota di investimento dedicata e presenza sui social. Un’impresa che si vuole affacciare per la prima volta in questo mondo, introducendo una figura dedicata o riqualificando un collaboratore che già si occupa di marketing e comunicazione, deve assicurarsi che vi siano le seguenti competenze di base:

SEO: si tratta di un pacchetto di competenze fondamentali che riguardano la Search Engine Optimization, ossia il processo di ottimizzazione dei contenuti di siti, blog aziendali, profili social, in modo che questi vengano facilmente indicizzati dai motori di ricerca e risultino ai primi posti nelle SERPs (Search Engine Results Pages). Le competenze richieste a riguardo sono principalmente di due tipologie: da un lato competenze informatiche che riguardano struttura dei siti, la loro architettura, la navigabilità, i principali Key Performance Indicators (KPI), dall’altro competenze in merito ai contenuti da utilizzare nel rapporto con chi li elabora, li scrive e li edita.

Analytics di base: competenze in merito alle principali risorse online che consentono di analizzare i flussi di dati. Tra gli strumenti gratuiti più utilizzati per l’analisi dei siti internet, e che non richiedono il coinvolgimento di profili di esperti informatici, troviamo Google Analytics (di cui sono disponibili corsi online gratuiti organizzati da Google Academy), Open Web Analytics e Piwik. I social network a loro volta dispongono di sistemi di analytics interni (Twitter Analytics, Facebook Analytics) la cui conoscenza risulta fondamentale per un social media analyst. Esistono poi strumenti terzi dei quali si consiglia la conoscenza per poter coordinare meglio i diversi social in una visione d’insieme e per potenziare il loro utilizzo (come ad esempio Hootsuite e Buffer che consentono la programmazione a distanza di tweet e post). In particolare per quanto riguarda i social network, competenze di base sono quelle che consentono di analizzare il bacino dei propri followers per individuare le caratteristiche di chi mostra interesse verso l’impresa e i suoi prodotti e targettizzare di conseguenza in modo più accurato le attività di marketing. Oltre a questo serve saper analizzare le performance dei contenuti diffusi, per cogliere quali prodotti, servizi e iniziative sono più apprezzate e da chi, suddividendo i risultati per le categorie anagrafiche, geografiche, di reddito e le altre che oggi i social media consentono di individuare. Inoltre è importante saper analizzare e valutare le interazioni degli utenti per monitorare la reputazione dell’impresa e il sentiment nei suoi confronti.


Tali competenze tecniche di base si devono sposare poi con competenze in materia di marketing, branding e comunicazione. Caratteristica fondamentale del social media analyst è infatti quella di saper utilizzare gli strumenti e la loro analisi non fini a sé stessi ma in relazione con lo specifico scopo definito dall’impresa. Per questo motivo i principali profili adeguati a svolgere questa professione sono persone con una laurea in economia, in scienze della comunicazione, o anche profili più umanistici come lettere e filosofia che abbiano una specializzazione (master o laurea specialistica) in comunicazione d’impresa o ad hoc in social media analytics o social media management. A tali competenze va aggiunta la capacità di produrre report che possano comunicare con efficacia e chiarezza i risultati delle analisi, così da poterli condividere con il management. Infine occorrono alcune competenze trasversali che in particolare includono la capacità di comunicazione, per saper cogliere come migliorare i processi comunicativi alla luce dei dati, capacità di lavorare con modalità multitasking, per riuscire a monitorare l’andamento di più social media, proattività, per gestire in modo attivo e propositivo i risultati analizzati e capacità di lavoro in team, per mettere in comune competenze e conoscenze.

A un livello ancora più evoluto possono collocarsi le competenze su linguaggi di programmazione, in particolare Python e R con lo scopo di gestire in autonomia l’analisi dei dati, senza appoggiarsi a piattaforme esterne. Si tratta di competenze più complesse, che richiedono profili quali quello di ingegnere informatico e che quindi sono compatibili unicamente a fronte di un investimento ampio e maturo sulla social media analytics. Allo stesso modo esistono software di analisi più sofisticati di quelli gratuiti e che richiedono competenze specifiche prima di decidere un investimento in tal senso. I principali software di questo tipo sono Power BI, Tableau e Watson. Si tratta di competenze che possono essere richieste a fronte della presenza di più risorse in un’area dedicata alla social media analytics, in quanto la maggior verticalizzazione porta ad avere risorse esperte in sistemi informatici ma che non possiedono altre competenze, legate al marketing e alla comunicazione, fondamentali per l’utilizzo dei dati analizzati.


In primo luogo il social media analyst deve conoscere i diversi strumenti che la rete offre, per decidere in quali investire tempi e risorse. Occorrono quindi competenze in materia di:

  • social network (es. Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram, Google+, YouTube, Snapchat, ecc.);
  • motori di ricerca e relativi sistemi pubblicitari;
  • blog e siti internet e principali strumenti di analisi dei flussi di utenti.

Le strategie da adottare per un efficace processo di analisi dei social variano in base alla natura dell’impresa e alle sue scelte; sono fondamentali per individuare le professionalità e le competenze da essa richieste:

  • tipologia di mercato (soprattutto la differenza tra B2B e B2C);
  • dimensione e risorse dell’area marketing e/o comunicazione;
  • quota di investimento dedicata e presenza sui social.

La figura professionale dedicata deve acquisire/avere le seguenti competenze di base:

  • SEO: Search Engine Optimization, ossia il processo di ottimizzazione dei contenuti di siti, blog aziendali, profili social, in modo che questi vengano facilmente indicizzati dai motori di ricerca e risultino ai primi posti nelle SERPs (Search Engine Results Pages).
  • Analytics di base: competenze in merito alle principali risorse online che consentono di analizzare i flussi di dati. Tra gli strumenti gratuiti troviamo Google Analytics, Open Web Analytics e Piwik. Anche i social network dispongono di sistemi di analytic sinterni (Twitter Analytics, Facebook Analytics). Esistono poi strumenti terzi per coordinare meglio i diversi social in una visione d’insieme e per potenziare il loro utilizzo (ad esempio Hootsuite e Buffer che consentono la programmazione a distanza di tweet e post).
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