Le competenze informatiche per Industria 4.0

competenze informatiche per Industria 4.0

Quali sono le principali competenze (di base e specialistiche) richieste ad un lavoratore informatico in Industria 4.0?


L’analisi del fabbisogno di competenze è fondamentale all’interno di una impresa che voglia innovare e, in particolare, abbracciare il paradigma proprio di Industria 4.0. Fondamentale sarà soprattutto lo sviluppo di competenze informatiche per Industria 4.0.

Ma come individuare quali sono le competenze giuste così da assumere nuovi collaboratori in modo mirato? Lungo quali linee guida riqualificare la forza lavoro già presente in azienda?

Una premessa è fondamentale, che varrà per tutte le competenze che illustreremo: non esiste la ricetta perfetta. Non esisteva prima e soprattutto non esiste oggi con sistemi produttivi complessi e sempre più diversi tra imprese e tra siti produttivi. Per questo non è possibile individuare un pacchetto predefinito di competenze, possedute le quali, una impresa può sentirsi “a posto”.

L’innovazione è un flusso costante e così deve essere anche l’analisi delle competenze e il loro trasferimento. La vera ricchezza sarà proprio quella di conoscere il proprio capitale umano e di saperlo modellare ed adattare, a partire da solidissime competenze di base, alle situazioni.

L’informatica è uno dei primi mondi a cui il concetto di Industria 4.0 si richiama, e a ragione. La digitalizzazione dei processi produttivi richiederà fin da subito lo sviluppo nella forza lavoro di competenze informatiche per l’industria 4.0.

Possiamo distinguere due grandi famiglie di competenze informatiche: le competenze di base e le competenze specialistiche (si veda il Position Paper Manifattura 4.0 di Assolombarda, pag. 46). In uno scenario moderno ed avanzato le competenze di base dovrebbero essere date per scontate, ma i dati internazionali (si veda il report OCSE Skills Matters del 2017) mostrano come l’Italia sia ancora molto indietro su questo fronte (come emerge dalla Fig. 1), ed è per questo necessario parlarne.

Figura 1 – Lavoratori senza nessuna competenza informatica. Fonte: elaborazioni su dati PIAAC-OECD, 2017

Le competenze informatiche per Industria 4.0: competenze di base e competenze specialistiche

A) Le competenze di base

Quando parliamo di competenze di base non facciamo riferimento solamente ad un utilizzo base delle funzioni fondamentali dei principali sistemi operativi e di tool informatici quali il pacchetto Office.

Questo poteva andar bene dieci anni fa quando i lavoratori che si dovevano interfacciare con sistemi informatici erano una minoranza e l’approccio era relativo a funzioni molto semplici, ovvero non connesse direttamente all’esecuzione dei processi produttivi.

Un insieme di competenze informatiche ormai considerate di base è quello di sapersi interfacciare (senza che ciò implichi una conoscenza approfondita) con software quali i sistemi ERP, con i quali i lavoratori si trovano sempre più in contatto.

Di fondamentale importanza sono anche le competenze di base relative alla cybersecurity, ossia l’utilizzo da parte di tutti i lavoratori di software antivirus che sappiano proteggere da malware e intrusioni, sempre ad un livello elementare di utilizzo delle infrastrutture informatiche.

Il rischio che gli attacchi informatici passino soprattutto dagli utenti più inesperti infatti è molto alto, anche in sistemi in cui il livello di protezione complessivo è elevato. Bisogna però far attenzione a non considerare il semplice utilizzo di antivirus come una sufficiente protezione, come vedremo tra poco.

Competenze informatiche per Industria 4.0

Oltre a ciò competenze informatiche per Industria 4.0 che rientrano nell’insieme di quelle di base sono relative alla conoscenza dei principali linguaggi di programmazione come Java, Javascript, C#, C++, Visual Basic e Python, a seconda dei più utilizzati all’interno dell’impresa.

Questo non significa che è necessario che la totalità degli operatori conosca nel dettaglio il funzionamento dei singoli software o che tutti siano esperti di coding, ma è importante sviluppare una familiarità di base con il linguaggio e la logica dei sistemi informativi in grado di consentire una buona comprensione dei fondamenti dei processi con cui il collaboratore deve interfacciarsi. Le competenze di base inerenti i citati linguaggi di programmazione richiedono a loro volta capacità di tipo logico-matematico, come ad esempio quella dell’utilizzo di algoritmi semplici.

Laddove la forza lavoro fosse carente in tema di competenze informatiche per lndustria 4.0, si rende necessaria pertanto una azione di alfabetizzazione digitale di base, il cui l’obiettivo deve essere garantire ai collaboratori la comprensione dei processi nei quali sono inseriti, così da potersi interfacciare con essi, soprattutto nelle fasi di problem solving e decision making, qualora si verifichino situazioni inaspettate e potenzialmente dannose.

Se infatti in un ambiente ove i processi sono ampiamente informatizzati si trovassero a lavorare collaboratori sprovvisti delle competenze di base, questi ultimi non riuscirebbero neanche a comprendere gli stimoli e i messaggi provenienti dai macchinari.
Tali competenze sono oggi possedute ovviamente dagli ingegneri informatici, ma anche, essendo di base, da diplomati di istituti tecnici o da operatori specializzatisi in esperienze precedenti. Si tratta di figure tecniche e operative che hanno un ruolo esecutivo ma anche diverse responsabilità come: tecnici programmatori; tecnici gestori di basi dati; operatori di catene di montaggio automatizzate e tecnici gestori di reti e di sistemi telematici.

B) Le competenze specialistiche

Più complesso il capitolo relativo alle competenze informatiche specialistiche per Industria 4.0 poiché, si configurano in modo diverso a seconda dei singoli processi produttivi. Si possono comunque individuare alcuni filoni comuni, da adattare poi alle esigenze particolari.

Non sempre infatti esiste una figura professionale perfettamente aderente alle esigenze di una impresa quando si parla di competenze specifiche, ma è possibile individuare un livello quanto più possibile avanzato, così che la formazione aggiuntiva possa limitarsi a sistemi e processi adottati.

Le figure dotate di tali competenze sono caratterizzate da elevate responsabilità e, anche se presenti in un numero limitato, poiché sono determinanti per l’integrazione tra tutte le componenti dell’impresa, possono contribuire notevolmente al miglioramento delle performance aziendali.

In primo luogo è necessaria la conoscenza approfondita e dettagliata delle tecnologie elencate nella sezione precedente. Software e linguaggi che abbiamo citato tra le competenze di base possono essere utilizzati ad un livello più profondo e specifico (a partire dal pacchetto Office).

Ad esempio vi è una grande differenza tra la comprensione di base di un linguaggio di programmazione ed una piena familiarità che permetta di costruire infrastrutture informatiche complesse.

Allo stesso modo il tema della cyber security può e deve essere declinato ad un livello molto più specialistico rispetto alle competenze di base. In altri termini deve essere evitato, come detto, l’equivoco che la cybersecurity si esaurisca nella mera adozione di un antivirus. In particolare il tema è quello della capacità di progettare diversi livelli di sicurezza dei sistemi e di costruire una infrastruttura che sia in grado di impedire l’accesso a dati e funzioni da parte di esterni integrata lungo tutta la supply chain.

Un secondo elemento centrale nasce dalla constatazione che nella quarta rivoluzione industriale il dato è la nuova materia prima per governare sia i processi sia la loro integrazione con i prodotti.

Pertanto risulta fondamentale possedere le competenze in primo luogo necessarie per raccoglierlo e classificarlo. Ovviamente le imprese che sviluppano sistemi per fornire tali servizi avranno bisogno di competenze più verticalizzate sul tema, tuttavia anche le imprese utenti dovranno possedere competenze adeguate a utilizzare l’analisi dei big data per migliorare i propri processi e prodotti.

In particolare si fa riferimento qui alle competenze informatiche relative ai software di raccolta dei big data, che vanno di pari passo alle competenze relative al cloud computing. Oltre alle competenze relative ai linguaggi di programmazione di cui sopra, un approccio completo all’utilizzo dei big data, che non riguardi unicamente la raccolta ma anche l’analisi e la valorizzazione, richiede in particolare le seguenti ulteriori competenze informatiche: competenze di data types e di data structure, per conoscere e comprendere le diverse tipologie di dati e utilizzarli; una conoscenza avanzata degli algoritmi e competenze in materia di database, per poter catalogare i dati e poi utilizzarli efficacemente.

Ulteriore pacchetto di competenze relativo all’utilizzo dei big data nei processi è quello relativo al machine learning, termine con il quale si allude alla capacità che gli algoritmi, ormai sempre più presenti nei sistemi di fabbrica, apprendano autonomamente dall’esperienza.

In primo luogo sono dunque necessarie competenze relative all’applicazione degli algoritmi a questi processi di apprendimento. A riguardo sono fondamentali competenze di data modeling, che consentono di sfruttare al meglio un determinato dataset, decidendo metodi e strumenti di misurazione e di valutazione.
Occorrono, inoltre, competenze di software engineering per costruire una interfaccia che consenta di racchiudere in strumenti ad uso di molti un processo e un sistema di valutazione dei dati e di apprendimento. A fronte di una capacità tecnica è quindi necessaria una visione d’insieme dei processi e degli obiettivi che possa contribuire ad una coerenza tra le varie fasi di gestione dei dati: raccolta-catalogazione-analisi-output.

Le professioni dell’industria 4.0

Dopo aver passato in rassegna le principali competenze informatiche per Industria 4.0, ci si chiederà quale o quali figure professionali una impresa debba quindi cercare sul mercato del lavoro.

Ad oggi non è semplice da individuare, ma la figura professionale emergente che possiede tali competenze è quella del big data scientist. Si tratta di una professione ancora in via di definizione ma le cui competenze possono essere in tutto o in buona parte ritrovate tra i laureati in ingegneria informatica, o tra coloro che hanno svolto un percorso in un Istituto Tecnico Superiore (ITS) specializzato in queste tematiche. Inoltre alcune università italiane erogano master specifici per la formazione di questa figura.

Figure professionali molto vicine, ma più focalizzate sull’utilizzo dei dati per il supporto delle decisioni aziendali, come il business intelligence analyst.

Esistono altresì figure più tradizionali, quindi meno focalizzate sui temi discussi ma più semplici da individuare sul mercato del lavoro, che possiedono parte delle competenze specialistiche elencate: analisi e progettisti di software; analisti di sistema; ingegneri industriali; analisti e progettisti di basi dati; specialisti di sicurezza informatica.


Rif. Articolo: Sezione A e Sezione B.
A) Le competenze di base:

oggi non sono solo quelle necessarie all’utilizzo delle funzioni fondamentali dei principali sistemi operativi e di tool informatici quali il pacchetto Office; ma anche, per esempio:

  • competenze informatiche per interfacciare software quali i sistemi ERP;
  • competenze di cybersecurity;
  • conoscenza dei principali linguaggi di programmazione come Java, Javascript, C#, C++, Visual Basic e Python
  • capacità di tipo logico-matematico, come ad esempio quella dell’utilizzo di algoritmi semplici.

B) Le competenze specialistiche:

le competenze informatiche specialistiche per Industria 4.0 si configurano in modo diverso a seconda dei singoli processi produttivi. Le figure dotate di tali competenze sono caratterizzate da elevate responsabilità e, anche se presenti in un numero limitato, sono determinanti per l’integrazione tra tutte le componenti dell’impresa. Devono possedere le competenze di base e che devono sapere sfruttare ad un livello più profondo e specifico per il contesto in cui si calano.
Per esempio:

  • Cybersecurity: bisogna possedere la capacità di progettare diversi livelli di sicurezza dei sistemi;
  • Importanza del “dato” in questa Quarta rivoluzione industriale: bisogna saper governare sia i processi sia la loro integrazione con i prodotti;
  • Competenza informatiche più approfondite e con capacità di analisi e progettazione: Big Data, Cloud Computing, Machine Learning, Data Modelling, software engineering
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