La riforma del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese: più garanzie per startup e chi investe

Per quali tipologie d’imprese il Fondo di Garanzia garantisce l’80% del finanziamento accordato?


Portato a termine il processo di riforma dello strumento volto a migliorare la “bancabilità” delle imprese e al sostenimento in un percorso virtuoso di crescita.

L’impresa ha necessità di richiedere un finanziamento ma non ha le garanzie sufficienti? Ci pensa lo Stato[1], tramite una corsia preferenziale di accesso al credito: il Fondo di Garanzia Statale.

Il Fondo di Garanzia per le Micro, Piccole e Medie Imprese (PMI)[2], istituito con Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a) ed operativo dall’anno 2000 è stato, soprattutto negli ultimi anni di crisi economica, uno dei principali strumenti di finanza pubblica volto a facilitare l’accesso al credito bancario alle imprese.

L’agevolazione consiste nella concessione di una garanzia pubblica a parziale copertura del finanziamento accordato alle imprese da parte di istituti di credito, società di leasing e altri intermediari finanziari.

Nonostante il miglioramento della congiuntura economica, le analisi di mercato[3] hanno più volte evidenziato i difficili rapporti fra banche ed imprese circa la concessione di credito bancario. Gli istituti di credito sono restii, anche in ragione degli obblighi di capitalizzazione connessi a Basilea 2, ad erogare credito alle imprese, richiedendo spesso garanzie reali e personali molto onerose per le imprese che, pur essendo economicamente sane, scontano in questo ultimo periodo una crisi di liquidità, tensioni finanziarie e una scarsa capitalizzazione,  trovandosi in difficoltà a reperire tali garanzie.

In questo contesto il Fondo di Garanzia interviene in aiuto facendosi garante dell’impresa fino ad un massimo dell’80% degli importi concessi, per un massimo di 2,5 milioni di euro, su tutti i tipi di operazioni sia a breve (entro 36 mesi) sia a medio-lungo termine, sia per liquidità sia per investimenti.

L’impresa dunque non riceve alcun contributo in denaro, ma l’intervento del Fondo azzera completamente i rischi della Banca, in quanto è lo stesso Fondo che risarcisce l’Istituto di Credito in caso di insolvenza dell’impresa della quota finanziata. La Banca, di conseguenza, è incentivata a migliorare il “rating” da attribuire alla stessa, potendo praticare al finanziamento da accordare condizioni più favorevoli (volume di credito concesso, garanzie reali e personali, tassi d’interesse, condizioni di rimborso, ecc..).

Secondo le rilevazioni [4] effettuate a Giugno 2017, i finanziamenti accolti sono pari a circa  8,6 miliardi di euro, facendo registrare un incremento del 5,1% rispetto al 2016, con un aumento del 7,1% dell’importo garantito, pari a 6,1 miliardi di euro.

Tutte le imprese (compresi i consorzi e i professionisti[5]) possono accedere a tale agevolazione, ad eccezione delle imprese che operano nei settori quali Agricoltura, Caccia e Silvicoltura (sono ammessi i servizi connessi) Pesca, piscicoltura e servizi connessi, Attività finanziarie, Amministrazione pubblica.

Come ottenere la Garanzia Pubblica

Analizziamo in sintesi le fasi per ottenere la Garanzia Pubblica, in base al soggetto che si rivolge al Fondo di Garanzia (in Figura 1 “Banca / Confidi”). Da notare che l’impresa non può effettuare la domanda di concessione della garanzia direttamente al Fondo, ma deve rivolgersi ad un soggetto abilitato quali:

  • Banche;
  • Intermediari;
  • Società finanziarie per l’innovazione e lo Sviluppo;
  • SGR e le Società di gestione armonizzate;
  • Gestori;
  • Operatori di micro-credito;
  • Imprese di assicurazione;
  • Altri Fondi di garanzia;
  • Confidi.
Fondo di Garanzia

Figura 1 – L’iter per aderire al Fondo di garanzia

La riforma del 2017

Nel mese di giugno 2017 è stato portato a termine il processo di riforma[6] del Fondo di Garanzia Statale per le PMI, riforma che diverrà applicabile a tutte le imprese dal 2018.

Tra le principali novità della Riforma del Fondo segnaliamo l’ampliamento della platea delle imprese potenzialmente beneficiarie che tramite il nuovo meccanismo raggiungerà quota 500 mila (+12,5%)  e un maggiore sostegno a chi chiede la garanzia per investire, mediante una corsia preferenziale che privilegia i progetti d’investimento rispetto alle operazioni di mero finanziamento del circolante.  I dati statistici forniti dal MISE confermano gli obiettivi, evidenziando in tal senso un incremento del 14,8% rispetto al 2016 delle operazioni effettuate a fronte di investimenti; su un totale a Giugno 2017 di 61.509 domande accolte, il 21,7% è rappresentato da domande per progetti d’investimento.

Il cardine della riforma è rappresentato dall’adozione, in attuazione dell’art. 2, comma 6, del DL. n. 69/2013, di un modello di rating interno del Fondo ai fini della valutazione del merito creditizio delle imprese (simile a quello utilizzato dalle Banche), che va a sostituire l’attuale sistema di valutazione economico-finanziaria basato sull’utilizzo del credit scoring.

Era da troppo tempo sotto la lente l’uso distorto che gli Istituti di Credito operavano sulla garanzia statale; sfruttando la “ponderazione zero” ai fini degli obblighi di vigilanza, finivano per garantire imprese già di per sé affidabili, a discapito delle imprese con un merito creditizio più basso.

Nella Tabella 1 si evidenziano i nuovi criteri con cui sono state individuate le diverse percentuali di copertura in base al “rating” assegnato all’impresa:

Tabella 1 – Classi merito e massimali di copertura

La logica sottostante alla riforma è chiara: tramite l’attribuzione di classi di merito, si garantiscono garanzie più elevate per le operazioni più “impegnative” che, in condizioni normali, non avrebbero avuto la possibilità di ottenere un finanziamento. I progetti con un indice di rischiosità pari a cinque saranno però automaticamente esclusi.

Da ricordare che la copertura dell’80% è destinata a specifiche operazioni finanziarie: aziende che effettuano investimenti, startup e PMI innovative, nuove imprese e micro-credito. Un altro tassello che va a comporre, lungo un unico fil rouge, l’attuazione del “Piano Nazionale Industria 4.0” volto a supportare le imprese nel rinnovamento del parco dei beni strumentali in Italia. Per le operazioni volte a reperire “circolante”, al contrario, l’80% sarà prevista solo per i finanziamenti oltre i 36 mesi.

Da Giugno 2017 il nuovo modello di valutazione è operativo limitatamente alle operazioni sugli investimenti da effettuarsi con la “Nuova Sabatini” per gli acquisti in beni strumentali (si veda articolo). È prevista in tal senso, una corsia preferenziale tramite priorità di accesso alla fase di istruttoria del Fondo di Garanzia.  A Giugno 2017 le operazioni agevolate a valere sulla “Nuova Sabatini” sono state 1.134 (+49,8% rispetto al 2016).

Sul sito del Fondo di Garanzia è operativo il Portale rating imprese, il modello di rating che consente alla imprese di effettuare delle simulazioni circa la possibilità di ottenere la Garanzia in questione. Fra le varie informazioni quali la durata e la tipologia di operazione, è necessario inserire a seconda della tipologia di contabilità adottata (ordinaria o semplificata) i dati relativi agli ultimi due bilanci approvati o delle ultime due dichiarazioni fiscali, oltre alle informazioni riguardanti il monitoraggio di alcuni indicatori finanziari dell’azienda, quali i dati di accordato e utilizzato del soggetto beneficiario finale e l’esposizione per cassa.


[1] [Il Fondo di garanzia per le Pmi](www.fondidigaranzia.it) è gestito per conto del MISE dal Raggruppamento temporaneo di imprese costituito dalla mandataria Mediocredito Centrale S.p.A. e dalle mandanti Artigiancassa S.p.A., MPS Capital Services Banca per le Imprese S.p.A., Mediocredito Italiano S.p.A. e ICBPI – Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane S.p.A.

[2] Parametri dimensionali: Commissione Europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003.

[3] Si veda p.es. Il credito che manca, CER-Confcommercio, 2015

[4] Fonte Mise: Report al 30 Giugno 2017

[5] Posso altresì esse garantiti i professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti ad associazioni professionali iscritte all’apposito elenco del MISE.

[6] Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 7 dicembre 2016.


Rif. Articolo: Tabella 1 – Classi merito e massimali di copertura.

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