Perché con Industria 4.0 lavorare in team è ancora più importante?

‘Nessuno di noi è intelligente come tutti noi’. Partiamo da questa citazione di Ken Blanchard per sottolineare quanto sia importante il lavoro di squadra o team working, come più generalmente definito.

Sono molteplici gli esempi e i casi a cui ci si può riferire quando si parla di lavoro di squadra: dallo sport alla vita di tutti i giorni.

Ma se facciamo più specificatamente riferimento alle attività industriali, un grande impulso al lavoro in team è venuto dall’introduzione di principi ‘lean’. Sviluppati dall’ingegnere giapponese Taiichi Ohno e rispondenti alla necessità di evitare qualsiasi tipo di spreco (ricordiamo che il Giappone nel secondo dopo guerra soffrì di una tremenda mancanza di risorse) misero subito in evidenza come l’approccio di ‘sistema’ in cui il perseguimento strutturato di obiettivi comuni forse di gran lunga più efficace (raggiungere l’obiettivo) ed efficiente (raggiungerlo in maniera semplice e funzionale) rispetto all’approccio individuale, dove le prestazioni del singolo doveva essere spinta ai massimi livelli.

Nasce così l’approccio strutturato del lavoro di squadra in cui la messa in comune di capacità e skills individuali ha permesso e permette la gestione e risoluzione di problemi complessi.

Vengono sviluppate metodologie operative precise come Total Quality Management, Total Productive Maintenance, Continuous improvement process, in cui la squadra, sfruttando le capacità individuali di flessibilità intellettuale, assunzione del rischio, comunicazione e buone attitudini relazionali, riesce a raggiungere obiettivi anche particolarmente sfidanti.

Con l’avvento delle nuove tecnologie abilitanti (IoT, Big Data, Robotics, Cloud Computing…) la necessità del lavoro di squadra diventa ancora più un fattore di sopravvivenza e di successo.

Il fatto che le cose parlino tra loro, interagiscono e, con possibilità via via crescenti, sviluppano anche capacità di autoapprendimento fa emergere la necessità di ragionare per ‘sistemi’ con complessità via via crescente.

Questo è ben descritto, ad esempio, nel ‘Reccomandation for Implementing the Strategic initiative Industry 4.0’ di Aprile 2013, ossia la ROAD MAP tedesca per l’applicazione delle nuove tecnologie abilitanti.

Si afferma, letteralmente, che fattore di successo per l’industria manifatturiera tedesca è “l’abilità di gestire processi industriali complessi dove compiti diversi sono gestiti da partner diversi in luoghi diversi”.

Ed entrando un po’ più nel dettaglio delle organizzazioni industriali si può affermare che la necessità del lavoro di squadra sarà sempre più una necessità a tutti i livelli.

Per il Management : sarà sempre più importante gestire la cosiddetta “catena del valore estesa” che va dal cliente finale, attraverso i propri processi produttivi al fornitore. Già oggi l’utilizzo di e-kanban (trasferimento elettronico del segnale di consumo) e l’immediata disponibilità di informazioni, obbliga molti di noi a guardare al ‘sistema’ nel suo complesso e non più a singoli compartimenti stagni.

Grafico - Catena del valore estesa

Catena del valore estesa

Di qui le necessità di lavorare in “squadra” anche con cliente e fornitore nell’obiettivo comune di massimizzare i benefici per l’intera catena del valore.

Per le funzioni tecniche e specialistiche:con la rapida evoluzione delle tecnologie saranno richieste specializzazioni sempre più spinte per cui non sarà possibile avere la conoscenza diffusa, se non quella fondamentale di base.

Di qui l’esigenza di un lavoro in squadra coordinato e sincronizzato, vista l’immediata disponibilità di dati capace di costruire soluzioni solide partendo da mattoncini individuali.

Per le categorie operaie:già oggi, per quanto detto in apertura, i contributi di squadra dei cosiddetti “blue collars” è di fondamentale importanza nel processo di miglioramento continuo aziendale.

Ma lo sarà ancora di più in un futuro prossimo. L’operaio, per come lo intendiamo oggi, non esisterà più. Egli si trasformerà sempre di più in un “gestore” di sistemi produttivi, in cui macchine automatizzate, robots e gemelli digitali lavoreranno in “squadra”.

Scambiandosi informazioni e ottimizzando i processi, utilizzando algoritmi e capacità al machine learning. All’operaio quindi sarà richiesto di “gestire” anche questa squadra interpretando i segnali e le informazioni che da essa provengono ad interagendo in modo metodico e consapevole con il resto dell’organizzazione e con i “colleghi digitali”.

Alla luce di quanto sopra descritto emergono chiare le necessità di sviluppare una mentalità di gestione di sistemi complessi in cui il lavoro di squadra diventa la condizione necessaria, senza che questo però significa l’accantonamento del talento e della leadership o dei lavoratori “imprenditivi”, come definiti nella terza rilevazione del MOL-Monitor sul Lavoro realizzato Community Media Research per Federmeccanica [1].

E’ solo che questi dati devono essere al servizio del team.

Le aziende, specie le grandi, conoscendone i vantaggi, investono già molte risorse economiche nella formazione del “team working”, ma un passo in avanti deve farlo anche il sistema d’istruzione di base (scuola e università).

Che dovrà necessariamente tenere conto delle nuove necessità: alle materie di base fondamentali (matematica, fisiche, chimica) bisognerà affiancare l’insegnamento delle maggiori tecnologie in sviluppo, che intanto continueranno a cambiare.

Ma in parallelo bisognerà sviluppare la mentalità di gestione “di sistema”, con una visione olistica, spostando la visione dall’”Io” al “Noi”.

E con riferimento all’ultimo punto, risulterà importante anche la componente umanistica anche nei percorsi di studi tecnici.

Da ultimo, come conseguenza di quanto fin qui descritto, risulterà fondamentale il gioco di squadra tra imprese, istituzioni e sistema d’istruzione.

 

Note e riferimenti

[1] http://www.federmeccanica.it/area-stampa/comunicati-stampa/lavoratori-imprenditivi-4-0-federmeccanica-e-cmr-terza-rilevazione-mol-monitor-sul-lavoro.html

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