Il Piano Nazionale Industria 4.0: perché questo non è un paese per vecchi… macchinari

Piano Nazionale Industria 4.0

Quali sono i beni agevolabili ai fini dell’applicazione del super ammortamento?


La Legge di bilancio 2017 ha prorogato fino al 31 dicembre 2017 lo strumento del “super ammortamento”, l’agevolazione, già prevista con la legge di stabilità 2016 (legge 208/2015), volta ad incentivare l’ammodernamento del parco dei beni strumentali delle imprese italiane.

L’ultima indagine[1] ad ampio raggio (2.541 imprese campione) dedicata dall’Ucimu – l’associazione aderente a Confindustria che rappresenta i produttori di macchine utensili italiane – al parco macchine utensili e ai sistemi di produzione dell’industria italiana, ha evidenziato che l’età media dei beni strumentali in Italia è di 12 anni e 8 mesi e circa il 27% dei macchinari ha più di 20 anni. Una fotografia che mette in luce il rischio di una perdita di competitività della nostra industria, con un’offerta che, nonostante l’Italia rappresenti il secondo paese manifatturiero in Europa, non risponde più alle esigenze del mercato.

Un tentativo di invertire questa tendenza è rappresentato dagli incentivi contenuti nel Piano Nazionale Industria 4.0 (il cosiddetto “Piano Calenda”) che, tra le varie misure, ha prorogato l’agevolazione dello strumento del super ammortamento, già introdotto con la legge di stabilità 2016 (legge 208/2015). L’obiettivo non celato dello strumento è di incentivare il rinnovo del parco dei beni materiali strumentali[2], agevolando l’impresa, riconoscendole la possibilità di applicare un maggior costo del 40%, su cui determinare le quote di ammortamento deducibili dal reddito imponibile.

L’agevolazione consiste sostanzialmente in un maggior risparmio dell’imposta sui redditi (IRES e IRPEF): più si investe, più si deduce. Il beneficio è altresì cumulabile con alcuni degli altri strumenti previsti dal citato Piano Calenda e che saranno oggetto di successivi :

Si tratta di un incentivo dirompente poiché la norma lascia libero spazio alla scelta della tipologia di bene su cui investire. È l’impresa stessa, infatti, che si assume la responsabilità e il rischio di individuare il bene oggetto dell’investimento: rispettati i requisiti minimi, l’incentivo è praticamente automatico. In Tabella 1 abbiamo evidenziato in dettaglio i beni agevolabili e quelli esclusi. Da notare che tra i beni agevolabili sono stati esclusi, rispetto alla prima formulazione del 2016, i veicoli e gli altri mezzi di trasporto per cui è prevista una deducibilità parziale (come, p.es., veicoli concessi ad uso promiscuo ai dipendenti, veicoli di agenti e rappresentanti, veicoli aziendali e dei professionisti).[3]

Tabella 1: Beni agevolabili e beni non agevolabili dal super ammortamento

BENI AGEVOLABILI BENI NON AGEVOLABILI
Beni materiali strumentali nuovi ACQUISTATI DA TERZI in:
• proprietà
• leasing
Beni “non strumentali” (beni merci, materiali di consumo o destinati alla vendita)
Beni materiali strumentali nuovi REALIZZATI IN ECONOMIA Beni immateriali
Beni materiali strumentali nuovi REALIZZATI MEDIANTE CONTRATTI DI APPALTO Beni usati
Veicoli e altri mezzi di trasporto a deducibilità parziale
Beni materiali strumentali con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5% (Fabbricati, Costruzioni, ecc…)
Investimenti in settori “speciali” (Allegato 3 – Legge di stabilità 2016):
• Acque minerali, Stabilimenti Termali, Produzione e Distribuzione gas: condotte e condutture
• Trasporti: materiale rotabile (escluse motrici) e aerei

L’agevolazione, dal punto di vista fiscale, prevede una variazione in diminuzione da calcolare in sede di dichiarazione dei redditi pari al 40% in più dell’ammortamento ordinario del costo del nuovo bene acquistato (sono esclusi i beni usati, quelli destinati alla vendita e i beni merce). A tal fine i quadri RF, RG, e RE dell’Unico prevedono uno specifico rigo, colonna o codice che identifica la maggiore componente di costo derivante dal super ammortamento.

In Tabella 2 abbiamo riportato i soggetti beneficiari e quelli esclusi dall’agevolazione, indipendentemente dalla natura giuridica, dimensione aziendale e settore economico in cui operano[4]:

Tabella 2: Soggetti beneficiari e soggetti esclusi dal super ammortamento

SOGGETTI BENEFICIARI SOGGETTI ESCLUSI
Titolari di reddito d’impresa Imprese marittime in regime “Tonnage Tax”
Lavoratori autonomi (anche in “regime dei minimi” o “regime del vantaggio”) Lavoratori autonomi in “regime forfettario”
Stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti
Enti non commerciali (solo per la parte relativa all’attività commerciale esercitata)

Bisogna tuttavia fare attenzione alle scadenze: salvo proroghe, per portare a termine gli investimenti c’è tempo fino al 31 dicembre 2017 o al 30 giugno 2018 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2017:

  • l’ordine relativo al bene sia accettato dal venditore
  • siano stati pagati acconti pari almeno al 20% del costo (o del maxi canone per il leasing).

A livello temporale gli investimenti si considerano sostenuti nell’esercizio di competenza; fa fede a tal proposito la data di consegna o di spedizione del bene. L’agevolazione, infine, è fruibile a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene.

Come anticipato è possibile usufruire del super ammortamento anche per i beni acquisiti in leasing; in tal caso il maggior costo del 40% da portare in deduzione determina un aumento del canone annuo del leasing fiscalmente deducibile, il quale può essere fruito a prescindere dalla durata contrattuale prevista, per un periodo “non inferiore alla metà del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito dal D.M. 31/12/1988”[5]. L’agevolazione è concessa solo all’utilizzatore del bene e limitatamente alla quota capitale (comprensiva del prezzo di riscatto); è esclusa dunque la quota interessi.  Quest’ultima dovrà dunque essere estrapolata, tramite l’applicazione del criterio forfettario evidenziato nel documento di prassi (Agenzia delle Entrate, Circolare n.17/E del 2013).

Di seguito chiariamo alcuni aspetti operativi con riferimento a due scenari concreti: bene acquistato in proprietà ovvero acquisito in leasing.

Scenario 1: bene acquistato in proprietà

Ipotizziamo che l’impresa Bulloni & Partners acquisti a Giugno 2017, per un costo pari a 2 milioni di euro, delle attrezzature ad uso specifico per la realizzazione di bulloni e riceva il bene a Novembre 2017. Le attrezzature entrano in funzione nello stesso esercizio. Supponiamo inoltre che le attrezzature abbiano, in base al D.M. del 31/12/1988, un’aliquota di ammortamento fiscale del 25% coincidente con la percentuale applicata in sede di bilancio. Nelle tabelle 3 e 4 si evidenzia il maggior risparmio d’imposta ottenibile usufruendo dell’agevolazione in oggetto, suddiviso per beneficio ottenibile per ciascun esercizio:

Tabella 3: Risparmio totale di imposta ottenibile con il Super Ammortamento

Assenza super ammortamento
(applic. aliquota ordinaria)
Super Ammortamento
(+40% del costo)
A. Importo dell’investimento
(deducibile ai fini IRES)
 2.000.000  2.000.000  2.800.000
B. IRES 24%       480.000        672.000  
C. Investimento netto (A-B)  1.520.000  1.328.000
Maggior risparmio IRES    192.000  
Maggior Risparmio % 9,6%

 

Tabella 4: Risparmio d’imposta ottenibile con il Super Ammortamento per singolo esercizio

Anno Amm.to in Conto Economico
(criteri civilistici)
Amm.to secondo criteri fiscali – 25%
(D.M. 31/12/1988)
Applicazione %
Super Ammortamento
Tot. Amm.to deducibile ai fini IRES Risparmio Ires senza super ammortamento Risparmio Ires Maggior risparmio
2017 250.000  250.000[6] 100.000 350.000 60.000 84.000 24.000
2018 500.000 500.000 200.000 700.000 120.000 168.000 48.000
2019 500.000 500.000 200.000 700.000 120.000 168.000 48.000
2020 500.000 500.000 200.000 700.000 120.000 168.000 48.000
2021 250.000 250.000 100.000 350.000 60.000 84.000 24.000
2.000.000 2.000.000 800.000 2.800.000 480.000 672.000 192.000

Scenario 2: Bene acquisito in leasing

Ipotizziamo che l’impresa Utensili & Partners stipuli a Gennaio 2017 un contratto di leasing per un:

  • Canone complessivo: 2,15 mln di euro
  • Quota capitale: 2 mln euro
  • Quota interessi: 150 mila euro.
  • Durata del contratto 6 anni.
  • Coefficiente d’ammortamento fiscale D.M. 31/12/88 (25%, pari a 4 anni)
  • Prezzo di riscatto 300 mila euro.

In questo caso l’impresa decide di usufruire della possibilità di ridurre il periodo di ammortamento applicato in sede civilistica e di applicare il criterio di ammortamento fiscale (agevolazione prevista anche per i beni acquistati in proprietà), usufruendo di una durata del periodo minore, 4 anni. Si avrà dunque la situazione evidenziata in Tabella 5:

Tabella 5: Risparmio d’imposta ottenibile con il Super Ammortamento con contratto di leasing

Anno Canone leasing
(criteri civilistici)
Amm.to secondo art. 102. c.7 e c.4 104 TUIR Applicazione %
Super Ammortamento
Tot. Amm.to deducibile ai fini IRES Risparmio Ires senza super ammortamento Risparmio Ires totale
2017  333.333 500.000 200.000 700.000 120.000 168.000
2018  333.333 500.000 200.000 700.000 120.000 168.000
2019  333.333 500.000 200.000 700.000 120.000 168.000
2020  333.333 500.000 200.000 700.000 120.000 168.000
2021  333.333
2022  333.333
 2.000.000   2.000.000 800.000 2.800.000 480.000 672.000

In questo secondo scenario, la distribuzione del beneficio fiscale ha un effetto più accelerato rispetto all’acquisto (scenario 1), in virtù della minore durata fiscale consentita, in via secondaria, dell’assenza di riduzioni delle quote deducibili il primo anno di entrata in funzione del bene. Al momento del riscatto, inoltre, l’utilizzatore potrà dedurre anche le quote di ammortamento del bene, per la quota relativa al prezzo di riscatto.


[1] Il parco macchine utensili e sistemi di produzione dell’industria italiana, Ucimu, Associazione Costruttori Italiani Macchine Utensili, Novembre 2015.

[2] Sono esclusi dall’agevolazione i beni immateriali per cui è possibile, soddisfacendo determinate condizioni, usufruire della maggiorazione del 40% collegata all’agevolazione dell’iper ammortamento, Circolare n.4/E del 30/03/2017.

[3] D.P.R. 917/1986, art. 164, comma 1, lettera b ) e b-bis)

[4] “Legge di stabilità 2016”, n. 208 del 2015, art.1 comma 91

[5] La Circolare 23/E del 26 maggio 2016, in merito a dubbi interpretativi, ha infatti chiarito che “la deduzione della maggiorazione non dipende dal comportamento civilistico adottato dal contribuente, ma deve avvenire in base alle regole fiscali stabilite dall’articolo 102, comma 7, del TUIR che, si ricorda, prevede la deduzione dei canoni di locazione finanziaria “per un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito” dal già menzionato decreto ministeriale 31 dicembre 1988.”

[6] Nel primo esercizio di entrata in funzione del bene è possibile dedurre la metà del coefficiente d’ammortamento previsto (Art.102, comma 2 TUIR).


Per i beni agevolabili ai fini dell’applicazione del super ammortamento vedi Tabella 1: Beni agevolabili e beni non agevolabili dal super ammortamento

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