Finanza 4.0: come usufruire del credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

Quali sono le spese in R&S agevolabili ai fini del calcolo del credito d’imposta ricerca e sviluppo?


La Legge di bilancio 2017 ha rilanciato il Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo e ha introdotto significative novità per incentivare le imprese che effettuano investimenti in Ricerca e Sviluppo al fine di innovare prodotti e processi produttivi.

“Premiare chi investe nel futuro”, questo è lo slogan presente nel Piano Nazionale Industria 4.0, un piano che introduce delle sostanziali modifiche per potenziare lo strumento del Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo (R&S). Il meccanismo previsto dalla norma punta infatti a premiare le imprese che investono in R&S permettendo loro di recuperare il 50% di quanto hanno già speso, scontandolo dalle imposte dovute nell’esercizio successivo.

Nel nostro paese la spesa in R&S sta crescendo anche se in maniera inferiore rispetto alla media europea. L’ultimo rapporto Research & Development expenditure di Eurostat[1] ha certificato che tra il 2005 e il 2015 in Italia gli investimenti in R&S sono cresciuti di 6,3 miliardi, per una spesa totale di 21,8 miliardi di euro, pari all’1,33% del PIL. Nonostante questo dato, il nostro paese è lontano dalla media europea (2,03% del PIL) e ancor di più dall’obiettivo che l’Unione Europea si è data per il 2020 (3% del PIL).

In tal senso l’incentivo rilanciato dal “Piano Calenda”, operativo già dal 2015 ed esteso sino al 2020, mira a stimolare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo al fine di innovare processi e prodotti e garantire la competitività futura delle imprese, incentivando altresì la collaborazione con enti universitari e organismi di ricerca.

Analizziamo in sintesi in cosa consiste l’incentivo e quali sono le principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2017 e successivamente chiarite dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate 13/E del 27/04/17.

L’agevolazione consiste in un “premio” fiscale riconosciuto sotto forma di credito d’imposta a qualsiasi tipo d’impresa che effettui investimenti in attività di ricerca e sviluppo, sia quando le svolge direttamente, sia quando le commissiona a terzi sostenendone i relativi costi.

Nello specifico il credito d’imposta di cui ci si può avvalere è commisurato, per ciascun periodo d’imposta, alle spese incrementali in Ricerca e Sviluppo, spese calcolate su una base fissa data dalla media degli investimenti realizzati negli anni 2012-2014. Su tale importo, a partire dal 2017, il Mise riconosce un credito d’imposta (pari al 50% delle spese incrementali in R&S agevolabili)fino al raggiungimento di un massimale annuo di 20 milioni di euro.

L’agevolazione può essere utilizzata da tutte le imprese – sono esclusi i lavoratori autonomi  – indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalle dimensioni e dal regime contabile adottato.

Rispetto alla vecchia normativa, la legge di Bilancio 2017 amplia la platea dei beneficiari consentendo di usufruire dell’incentivo anche alle imprese residenti che svolgono attività di ricerca e sviluppo per conto di imprese committenti non residenti.

È stato inoltre prorogato al 2020 il periodo temporale entro il quale le imprese interessate possono usufruire dell’agevolazione: possono dunque essere incentivati gli investimenti effettuati non solo nei periodi d’imposta dal 2015 al 2019 (per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare), ma anche nell’esercizio 2020.

Al fine di poter usufruire del bonus fiscale occorre inoltre sostenere spese in Ricerca e Sviluppo per un importo minimo di 30.000 euro; è stato inoltre elevato di molto, come già accennato in precedenza, il tetto  massimo del credito d’imposta riconosciuto invece a ciascun beneficiario: 20 milioni di euro a fronte dei 5 precedenti. Va chiarito che l’incremento del tetto si intende applicato a partire dal 2017 e, dunque, per i primi due periodi agevolati (2015-2016) il credito di imposta sarà usufruibile nei limiti dell’importo massimo annuale precedente (5 milioni di euro), mentre nei restanti quattro periodi agevolati (2017-2020) il beneficio sarà innalzato nei limiti del nuovo tetto massimo.

Per quanto riguarda le attività in R&S ammissibili, queste devono essere volte all’acquisizione di nuove conoscenze, all’accrescimento di quelle esistenti e all’utilizzo di tali conoscenze per nuove applicazioni. In tal senso nel Decreto attuativo del 27 maggio 2015 si introducono i concetti di “ricerca fondamentale”, “ricerca industriale”, “sviluppo sperimentale”[2], delimitando in tal modo l’ambito oggettivo di applicazione.

I costi agevolabili devono rientrare in una delle seguenti categorie:

  • spese per il personale (altamente qualificato e tecnico) impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca, imprese, start up e PMI innovative, costi per attività di ricerca svolta da professionisti esterni (ricerca “extra muros”);
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione/utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio;
  • spese di acquisizione delle competenze tecniche e privative industriali[3] (p.es. consulenze propedeutiche, due diligence, predisposizione accordi di cessione o concessione in licenza del brevetto, ecc.).

Con la nuova legge di bilancio per il 2017 è stato dato ulteriore impulso all’incentivo introducendo l’aliquota unica (al 50%) su tutte le spese ammissibili, compreso il costo per il personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo[4]. Una misura che, va sottolineato, facilita significativamente il calcolo dell’agevolazione (in aggiunta al fatto che la incrementa).

In Tabella 1 ed in Tabella 2 si evidenziano le principali novità in tema di credito d’imposta introdotte dalla Legge di Bilancio 2017:

Tabella 1: Criteri e modalità di determinazione del credito d’imposta prima della riforma

Periodo d’imposta: 2015-2016
Tipologia di spesa ammissibile Aliquota agevolata sulle spese

incrementali in R&S

Soglia minima spese ammissibili (complessive)
Tetto annuo massimo del credito imposta
a. Personale altamente qualificato  

50%

 

 

 

30.000

 

 

 

5 milioni

b. Contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese comprese le startup innovative
c. Quote di ammortamento di strumenti e attrezzature e laboratorio  

25%

d. Competenze tecniche e privative industriali

Tabella 2: Criteri e modalità di determinazione del credito d’imposta a seguito della riforma

Periodo d’imposta: 2017-2020
Tipologia di spesa ammissibile Aliquota agevolata sulle spese

incrementali in R&S

Soglia minima spese ammissibili (complessive)
Tetto annuo massimo del credito imposta
a. Personale altamente qualificato  

 

 

50%

 

 

 

30.000

 

 

 

30 milioni

b. Contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese comprese le startup innovative
c. Quote di ammortamento di strumenti e attrezzature e laboratorio
d. Competenze tecniche e privative industriali

Usufruire del credito d’imposta è molto semplice e l’incentivo viene concesso in via automatica. In fase di dichiarazione dei redditi l’importo va riportato nel quadro RU del modello Unico indicando il periodo d’imposta in cui sono stati realizzati gli investimenti agevolati (anno di imposta di competenza).

Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24 a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento dei costi. Per evitare, inoltre, che non si rispetti il tetto massimo dell’importo annuo beneficiabile, potranno essere utilizzati esclusivamente i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel e Fisconline) indicando il codice tributo ad esso dedicato “6857”. Sussiste, infine, l’obbligo di documentazione contabile certificata.

Il beneficio è cumulabile con:

Esaminiamo nelle seguenti tabelle due scenari differenti per evidenziare il diverso impatto del calcolo di un credito d’imposta prima (Tabella 3) e dopo le modifiche (Tabella 4) apportate dalla legge di bilancio 2017.

Nella prima tabella l’impresa “Lab Innovation”, attiva dall’anno 2000 (periodo ante riforma), per la realizzazione di un nuovo prototipo industriale, sostiene nel 2016 spese agevolabili in R&S per 185mila euro. Nel triennio 2012-2014 ha sostenuto in media spese in R&S per euro 91.000.

Tabella 3: Credito d’imposta maturato da un’impresa prima della riforma

Spese agevolabili Aliquota
agevolabile
2016 2014 2013 2012 Media triennale delle
spese agevolabili
(2012-2014)
Spesa
incrementale totale
Beneficio
h a b c d e (b+c+d) f (a-e) g (f*h)
Spese per “Personale altamente qualificato” 50% 100.000 70.000 30.000 20.000 40.000
Spese per “Personale extra muros” (p.es. società di consulenza) 50.000 40.000 40.000 10.000 30.000
Tot. Spese agevolabili al 50% 150.000 110.000 70.000 30.000 70.000 80.000 40.000
Spese per “Personale non qualificato” (p.es. personale tecnico) 25% 25.000 20.000 0 10.000 10.000
Quote d’ammortamento su spese per acquisto attrezzature di laboratorio 10.000 10.000 18.000 5.000 11.000
Tot. Spese agevolabili al 25% 35.000 30.000 18.000 15.000 21.000 14.000 3.500
Credito d’imposta maturato utilizzabile dal 01/01/17 185.000 140.000 88.000 45.000 91.000 94.000[5] 43.500

 

Nel primo caso (Tabella 3) il Credito d’imposta maturato è di 43.500 euro, dato dall’applicazione delle due aliquote agevolate (50% e 25%) sulla rispettiva spesa incrementale totale (94.000 euro).

Nella seconda tabella l’impresa “Lab Innovation”, attiva dall’anno 2017 (periodo di vigenza della nuova riforma), per la realizzazione di un nuovo prototipo industriale, sostiene nel 2017 spese agevolabili in R&S per 185mila euro.

Tabella 4: Credito d’imposta maturato da un’impresa dopo la riforma

Spese agevolabili Aliquota
agevolabile
2017 2014 2013 2012 Media triennale delle
spese agevolabili
(2012-2014)
Spesa
incrementale totale
Beneficio
h a b c d e (b+c+d) f (a-e) g (f*h)
Spese per “Personale altamente qualificato”  

 

 

50%

100.000 0 100.000
Spese per “Personale extra muros” (p.es. società di consulenza) 50.000 0 50.000
Spese per “Personale non qualificato” (p.es. personale tecnico) 25.000 0 25.000
Quote d’ammortamento su spese per acquisto attrezzature di laboratorio 10.000 0 10.000
Credito d’imposta maturato utilizzabile dal 01/01/18 185.000 0 185.000 92.500

Nel secondo caso (Tabella 4) l’impresa beneficia dell’aliquota unica del 50% su tutte le spese effettuate in R&S e, in aggiunta, essendo stata costituita nel 2017, non ha alcuna media a cui far riferimento per l’incremento delle spese (2012-2014), dunque tutto l’importo delle spese nel 2017 sarà agevolabile, con un credito d’imposta finale pari ad euro 92.500.


[1] Eurostat, First estimates of Research & Development expenditure, 30 Novembre 2016,

[2] L’elenco delle attività ammissibili fa riferimento ad alcune “Definizioni” della vigente [Disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione (Comunicazione della Commissione Europea del 27 Giugno 2014, 2014/C 198/01, par. 1.3 punto 15). In base alla circolare dell’Agenzia delle entrate 5/E 2016) e al DM del 27/5/2015 sono così definite:

  • Ricerca Fondamentale: ricomprende i lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette.
  • Ricerca Industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti; Creazione di componenti di sistemi complessi necessaria per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche, ad esclusione dei prototipi.
  • Sviluppo sperimentale: Acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

[3] Definizione di “privativa industriale”: la norma fa riferimento al procedimento di acquisizione del titolo di proprietà industriale brevetto o registrazione. A titoli di esempio brevetto per invenzione industriale, biotecnologica; registrazione di topografia di prodotto  a semiconduttori; brevetto per nuova varietà vegetale. – Articolo 3, comma 6, lettera d) Decreto Legge 23 dicembre 2013, n.145.

[4] Nella precedente versione vi era infatti una distinzione tra “personale altamente qualificato” (agevolabile al 50%) e personale di altre tipologie (agevolabile al 25%).

[5] Nel caso per uno dei due gruppi di spese agevolabili (quelle con aliquota al 25% e quelle con aliquota al 50%) risultasse un valore negativo, occorre, in via preliminare, calcolare se la spesa incrementale totale sia positiva e, nel caso lo fosse, applicare alla differenza l’aliquota del gruppo con valore positivo.


Rif. Articolo: “I costi agevolabili devono rientrare in una delle seguenti categorie:

  • spese per il personale (altamente qualificato e tecnico) impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca, imprese, start up e PMI innovative, costi per attività di ricerca svolta da professionisti esterni (ricerca “extra muros”);
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione/utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio;
  • spese di acquisizione delle competenze tecniche e privative industriali (p.es. consulenze propedeutiche, due diligence, predisposizione accordi di cessione o concessione in licenza del brevetto, ecc.)”.
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