Come funziona lo strumento dell’iper ammortamento per una fabbrica “connessa”

iper ammortamento

Lo strumento dell’iper ammortamento finanzia anche il revamping di beni già esistenti?


L’“iper ammortamento” è uno dei bonus fiscali più vantaggiosi per le imprese che intendono investire in nuove tecnologie e che accettano di avviare la transizione verso la digitalizzazione dei processi produttivi.

L’Italia sta recependo appieno il frame concettuale del modello europeo della fabbrica intelligente (smart factory), stimola e finanzia gli investimenti in ricerca e innovazione. Incentivi rilevanti sono stati in tal senso introdotti dalla Legge di bilancio 2017 (legge 11 dicembre 2016, n.232) che attua la road map disegnata nel Piano Nazionale Industria 4.0,  un piano nato per incentivare le imprese Italiane ad operare una trasformazione tecnologica e digitale dei principali processi produttivi e distributivi.

Le aziende del nostro paese – che, lo ricordiamo, è leader in Europa insieme alla Germania nel settore manifatturiero e settimo a livello mondiale – sono chiamate ad ottimizzare (quando non ripensare drasticamente) i processi interni all’impresa, integrare la filiera produttiva, supportare i processi di automazione e favorire la collaborazione produttiva attraverso tecniche avanzate di pianificazione e gestione integrata e di interconnessione tra i vari sistemi informatici e produttivi.

Al centro del Piano Industria 4.0 ci sono le tecnologie abilitanti (Figura 1; per approfondimenti si veda http://ricomincioda4.fondirigenti.it/le-tecnologie-abilitanti-dellindustria-4-0/) che puntano ad una trasformazione radicale del “fare impresa”, trasformazione che, nel lungo periodo, coinvolgerà tutti gli attori del processo (fornitori, clienti, produttori) evidenziati in Figura 2.

Figura 1 – Le tecnologie abitanti per l’industria 4.0 (fonte MISE)

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Figura 2 – Lo scenario della prossima rivoluzione produttiva (Fonte: Stefano Firpo, Focus on “The National Plan «Industria 4.0» and other policies to govern the Next Production Revolution” MISE (2017) )

A tal fine, l’articolo 1, comma 9, della Legge di bilancio 2017 introduce, tra le varie misure, lo strumento dell’“iper ammortamento”.  Per le imprese manifatturiere Italiane, caratterizzate prevalentemente da una dimensione medio piccola, tale incentivo rappresenta un’opportunità notevole per riconsiderare i loro modelli di business. Lo strumento messo a punto dal legislatore prevede infatti che siano agevolati – nelle forme che vedremo più avanti in questo articolo – sia l’acquisto di nuovi beni o macchinari tecnologicamente avanzati, sia l’aggiornamento tecnologico di macchinari già posseduti[2]. Ciò permette, dunque, di introdurre in modo graduale le nuove tecnologie e le nuove competenze necessarie per condurre l’impresa in nuovo contesto competitivo, innovandola in chiave 4.0. Si può parlare, in tal senso, di “prospettiva italiana”[3].

L’iper ammortamento consiste in una maggiorazione da applicarsi al costo di acquisto o acquisizione mediante i canoni di locazione finanziaria di beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico su cui determinare le quote di ammortamento deducibili dal reddito imponibile. Ai titolari di redito d’impresa (sono esclusi i lavoratori autonomi) viene data, in pratica, la possibilità di applicare la maggiorazione del:

  • 150% del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi elencati nell’Allegato “A” alla legge di bilancio 2017, funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale secondo il modello “Industria 4.0”;
  • 40% del costo di acquisizione di alcuni beni immateriali nuovi (software, sistemi, system integration, piattaforme, applicazioni) incluse nell’Allegato “B” alla legge di bilancio 2017, per le imprese che già beneficiano dell’agevolazione descritta al punto precedente.

L’agevolazione, in altre parole, permette di ridurre il prelievo fiscale, da calcolare in sede di dichiarazione dei redditi, di una quota derivante dalla maggiorazione del 150% (40% per i beni immateriali)dell’ammortamento ordinario del costo del nuovo bene acquistato; dunque un maggior risparmio dell’imposta sui redditi (IRES e IRPEF).

Effettuando un confronto tra questo strumento e quello, per molti versi simile, del super ammortamento, notiamo che mentre il secondo punta ad incentivare le imprese italiane a rinnovare il parco dei beni strumentali, il primo mira anche a modernizzare i macchinari in chiave tecnologica e digitale (macchinari intelligenti e interconnessi) e, soprattutto, a stimolare la nascita di una nuova vision all’interno dell’impresa.

Se lette in questa prospettiva, prendono significato alcune caratteristiche della norma.  Le macchine che possono fruire della maggiorazione “rafforzata” di questo incentivo, ad esempio, sono agevolabili solo nella misura in cui siano utilizzate secondo il paradigma di “Industria 4.0” e non soltanto per le loro caratteristiche intrinseche; .

Gli investimenti agevolabili sono quelli elencati esclusivamente nei già citati [Allegati A e B] annessi alla legge di bilancio 2017 (“Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0»”) e sono raggruppabili in tre categorie:

  • beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;
  • sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
  • dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0».

Gli investimenti per cui è possibile usufruire dell’agevolazione rientranti nella prima categoria devono soddisfare alcuni requisiti – le cosiddette “5+2 caratteristiche”  – individuati dalla [Circolare Mise-Agenzia delle entrate n.4/e del 30/03/2017][6].

Tra questi spicca per importanza quello dell’“interconnessione”[7]: una fabbrica connessa consente di adattare in real time i processi produttivi adeguandosi velocemente ai cambiamenti delle esigenze di mercato grazie, in primo luogo, alla possibilità di scambiare ed elaborare una grande quantità di dati di diversa natura (Big Data).

Da notare che l’elenco dei beni immateriali dell’Allegato “B” si riferisce a software “stand alone”, ovvero a software non necessariamente collegati al funzionamento del bene “Industria 4.0”. Qualora, invece, il software sia integrato (“embedded”) in un bene materiale dell’allegato A e venga acquistato unitamente ad esso, non si deve operare una distinzione tra la componente materiale e quella immateriale dell’acquisto e il bene immateriale deve considerarsi agevolabile con l’iper ammortamento del 150 per cento (Circolare n.4/E/2017).

Gli investimenti devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2017. Il periodo può essere esteso al 30 settembre 2018[8] a condizione che entro la data del 31 dicembre 2017:

  • l’ordine relativo al bene sia accettato dal venditore;
  • siano stati pagati acconti pari almeno al 20% del costo (o del maxi canone per il leasing).

Per usufruire dell’agevolazione l’impresa deve predisporre la seguente documentazione che certifica che i beni oggetto dell’investimento soddisfino i requisiti “Industria 4.0”:

  • beni dal costo unitario inferiore ai 500.000 euro: dichiarazione del legale rappresentante;
  • beni dal costo unitario superiore ai 500.000 euro: perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o un legale rappresentante iscritti nei rispettivi albi professionali, ovvero un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

A livello temporale gli investimenti si considerano sostenuti nell’esercizio di competenza; fa fede a tal proposito la data di consegna o di spedizione del bene. L’agevolazione, infine, è fruibile a partire dall’esercizio in cui il bene entra in funzione ed è “interconnesso”.

Il beneficio è altresì cumulabile con alcuni degli altri strumenti previsti dal Piano Industria 4.0 e che sono oggetto di approfondimenti svolti in altri articoli:

  • [Super Ammortamento](link);
  • [Nuova Sabatini](link);
  • [Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo](link);
  • [Patent Box](link);
  • Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE);
  • Incentivi agli investimenti in Start up e PMI innovative;
  • [Fondo Centrale di Garanzia](link).

Ci si augura che questo strumento possa diventare in qualche modo una misura strutturale. Da un’indagine del think tank I-Com – Istituto per la competitività, che aveva per oggetto il grado di preparazione alla digitalizzazione del sistema industriale europeo, è risultato che l’Italia, tra i 28 paesi membri dell’Unione Europea, occupa solo il 18esimo posto. Distanziata dai paesi del Nord Europa quali Finlandia (primo posto), Paesi Bassi, Germania e Danimarca e più vicina ai Paesi con i risultati peggiori (Romania e Bulgaria).

Di seguito, per concludere, evidenziamo con un esempio concreto i vantaggi fiscali ottenibili in termini di risparmio Ires.

Ipotizziamo che l’impresa Future& Partners acquisti a Giugno 2017, per un costo pari a 2 milioni di euro, delle attrezzature per la realizzazione di bulloni e riceva i beni a Novembre 2017; tale strumentazione è connessa, tramite un indirizzo IP, ad un server centrale in grado di monitorare tutte le operazioni compiute dai macchinari e lo stato delle attività produttive. Le attrezzature entrano in funzione nello stesso esercizio. Supponiamo inoltre che le attrezzature abbiano, in base al D.M. del 31/12/1988, un’aliquota di ammortamento fiscale del 25% coincidente con la percentuale applicata in sede di bilancio.

Nelle Tabelle 1 e 2 si evidenzia il maggior risparmio d’imposta in termini di Ires ottenibile usufruendo dell’agevolazione in oggetto, suddiviso per beneficio ottenibile per ciascun esercizio:

Tabella 1: Risparmio totale d’imposta ottenibile con l’iper ammortamento

Assenza super ammortamento
(applic. aliquota ordinaria)
Iper

ammortamento
(+150% del costo)

A. Importo dell’investimento
(deducibile ai fini IRES)
2.000.000 2.000.000 5.000.000
B. IRES 24% 480.000 1.200.000
C. Investimento netto (A-B) 1.520.000 800.000
Maggior risparmio IRES 720.000
Maggior Risparmio % 36%

 

Tabella 2: Risparmio d’imposta ottenibile con iper ammortamento per singolo esercizio

Anno Amm.to in Conto Economico
(criteri civilistici)
Amm.to secondo criteri fiscali – 25%
(D.M. 31/12/1988)
Applicazione %
iperammortamento
Tot. Amm.to deducibile ai fini IRES Risparmio Ires senza iper ammortamento Risparmio Ires Maggior risparmio
2017 250.000 250.000 375.000 625.000 60.000 150.000 90.000
2018 500.000 500.000 750.000 1.250.000 120.000 300.000 180.000
2019 500.000 500.000 750.000 1.250.000 120.000 300.000 180.000
2020 500.000 500.000 750.000 1.250.000 120.000 300.000 180.000
2021 250.000 250.000 375.000 625.000 60.000 150.000 90.000
2.000.000 2.000.000 3.000.000 5.000.000 480.000 1.200.000 720.000

 

Nella Tabella 3 si esplicita il differente risparmio d’imposta ottenibile usufruendo del [super ammortamento](link art. 1.1) o dell’iper ammortamento:

Tabella 3: Super e iper ammortamento: vantaggi fiscali a confronto

Ammortamento ordinario Super ammortamento
(40%)
Iper
ammortamento
(150%)
A. Importo dell’investimento
(deducibile ai fini IRES)
 2.000.000  2.800.000  5.000.000
B. IRES (24%)  480.000  672.000  1.200.000
C. Investimento netto (A-B)  1.520.000  1.328.000  800.000
Maggior risparmio IRES 9,6% 36%

[2] Sia nel caso di revamping (la macchina produrrà qualcosa di diverso) che di ammodernamento (non avviene una sostanziale modifica della macchina). Cfr. Mise, Quesiti profili tecnologici iper ammortamento)

[3] Di “prospettiva italiana” in tema di Industria 4.0 parlano Beltrametti, Guarnacci, Intini, La Forgia in La Fabbrica Connessa, la manifattura Italiana (attra)verso Industria 4.0, Guerini e Associati, 2017: “È importante che gli imprenditori, soprattutto piccoli e medi […] comprendano che esiste un percorso graduale che li può condurre […] verso un nuovo paradigma tecnologico, partendo dalle tecnologie esistenti e sviluppando progressivamente competenze e nuovi modelli di business” (p. 16).

[5] L’Allegato A alla Legge di bilancio 2017 prevede espressamente che possano beneficiare dell’incentivo dell’iper ammortamento i beni funzionali alla trasformazione in chiave tecnologica e/o digitale delle imprese, tra i quali sono compresi anche “dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistente”.

[6] La circolare n. 4/E del 30/04/2017 specifica che “al fine dell’applicazione dell’iper ammortamento i beni […] devono obbligatoriamente avere tutte le seguenti 5 caratteristiche”:

  • controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller);
  • interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica;
  • integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica, o con la rete di fornitura e/o altre macchine del ciclo produttivo;
  • interfaccia uomo e macchina semplice ed intuitiva;
  • rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

E almeno due tra le seguenti ulteriori caratteristiche:

  • sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  • monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  • caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

[7] Interconnettere un bene vuol dire dare ad esso la possibilità di scambiare informazioni con sistemi interni (sistema gestionale, sistemi di progettazione e sviluppo) e/o esterni (p.es. fornitori, clienti, supply chain, altri siti produttivi) per mezzo di un collegamento basata su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (Circolare Agenzia delle entrate n.8/e del 7/04/2017.

[8] Art. 4, legge 3 agosto 2017, n. 123.


Rif. articolo: “mentre molto evidente è l’incoraggiamento al passaggio graduale verso il modello “Industria 4.0” attraverso non solo l’acquisto, ma anche l’ammodernamento o il revamping di beni già esistenti, un processo che permette di “ristrutturare” una macchinario allungandone, da un lato, la vita produttiva, e, dall’altro, dotandolo di una seconda “giovinezza” tecnica.”

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