Il bonus per la formazione dell’Industria 4.0

In cosa consiste il credito d’imposta per la formazione 4.0?


A partire dal 2018 viene riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico, un credito d’imposta del 40% del costo aziendale del personale dipendente inserito in un’attività di formazione 4.0 nel periodo agevolato. Il tetto annuo del credito d’imposta riconosciuto ad ogni singola impresa sarà di 300.000 euro.

In arrivo nella legge di Bilancio 2018 il rafforzamento delle misure agevolative per le imprese che investono in formazione 4.0

La formazione è uno dei pilastri nella strategia che il governo italiano ha delineato nel piano verso la digitalizzazione 4.0. Se da un lato le imprese diventano sempre più digitali, dall’altro occorre garantire un sistema formativo al passo con i tempi, investendo maggiormente nella formazione dei lavoratori in modo da colmare il gap esistente tra domanda e offerta di competenze digitali. L’ultima edizione dell’Osservatorio delle competenze digitali [1], per citare solo una delle tante analisi che mettono in evidenza questo dato, ha evidenziato come sussistono, per le aziende, difficoltà nell’acquisire le competenze necessarie, sia “a causa della mancanza sul mercato delle professionalità richieste (per il 72% delle aziende)”, sia a causa del “gap tra i profili effettivamente ricercati e le professionalità formate da scuole e Università (per il 55%)”.

Nelle linee guida 2018 del Piano Nazionale Impresa 4.0 – così ribattezzato dall’originale “Piano Industria 4.0” – il Governo ha mantenuto la promessa, anche se con investimenti di entità più contenuta rispetto alle previsioni iniziali. Oltre a confermare gli incentivi sugli investimenti messi in campo nel 2017, come il super-ammortamento (con una riduzione dell’aliquota al 130%), l’iper-ammortamento ed una nuova iniezione di risorse per la Nuova Sabatini, il piano mira ad accrescere le competenze sulle tematiche 4.0, puntando all’incentivazione della formazione, all’aggiornamento professionale e al rafforzamento dell’occupazione.

Questo pilastro fondamentale delle agevolazioni dedicate all’industria 4.0 si è concretizzato nel testo dell’articolo 1, comma 46 e 47 della legge di Bilancio 2018, approvata definitivamente dal Senato il 23 Dicembre 2017.

A partire dal 2018 viene riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico, un credito d’imposta del 40% del costo aziendale del personale dipendente inserito in un’attività di formazione 4.0 nel periodo agevolato. Il tetto annuo del credito d’imposta riconosciuto ad ogni singola impresa sarà di 300.000 euro. Per l’attuazione della misura il MISE ha stanziato risorse pari a 250 milioni di euro per l’anno 2019; allo stesso spetterà monitorare l’utilizzo delle risorse fino all’esaurimento, a meno che la misura non venga rifinanziata anche per il 2020.

Il testo della legge parla espressamente di “attività di formazione svolta per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste nel Piano Nazionale Impresa 4.0” ed è, pertanto, esclusa la formazione “ordinaria” volta a conformarsi ad obblighi di legge (ad esempio attività legate alla normativa in materia di salute, ambiente e sicurezza sul lavoro).

Nel comma 3 dell’articolo 8 si elencano a titolo esemplificativo le tecnologie rientranti nelle tematiche 4.0 quali “big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali”.

La lista degli ambiti in cui si potranno svolgere le attività formative incentivate per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie del piano Industria 4.0 è contenuta nell’Allegato A, articolo 1, comma 48, alla Legge di Bilancio 2018 ed è suddivisa in tre macro categorie: “Vendita e Marketing”, “Informatica” e “Tecniche e Tecnologie di produzione”. Di ciascuna di queste tre categorie vengono elencate ben 106 voci che possono essere oggetto di attività formative attinenti tematiche di Industria 4.0.

Tra i settori finanziabili la parte da leone la fa il settore manifatturiero, spina dorsale dell’industria del nostro paese: 88 voci che spaziano dalla sartoria alla lavorazione del tabacco, dalla robotica al settore delle biotecnologie. La macro categoria dell’“Informatica” include, oltre ad alcune voci tipiche dell’Industria 4.0, come i software per lo sviluppo o gestione di beni strumentali (già oggetto dell’allegato A alla legge 11/12/16, n. 232 e o dell’Allegato B della stessa legge), anche ambiti che riguardano competenze più generali, quali i linguaggi di programmazione, sistemi operativi e così via.

Tra gli ambiti formativi finanziabili nelle competenze di Industria 4.0 si evidenziano altresì i settori ricompresi nell’area del marketing, vendite, servizi ai consumatori e logistica (gestione del magazzino, stoccaggio commercio) oltre a settori a sé quali la climatizzazione, l’edilizia la progettazione e pianificazione urbana.

Le attività di formazione devono essere pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

Le attività formative per cui usufruire dell’incentivo non sono accessibili solo ad aziende che hanno investito in tecnologie 4.0, ma anche ad aziende che hanno necessità di formare anticipatamente i propri lavorati per l’utilizzo di nuovi macchinari 4.0 o per avviare percorsi di digitalizzazione.

Da sciogliere ancora il nodo riguardante i soggetti che potranno erogare formazione 4.0, ma che dovrebbero includere i competence center (i centri di eccellenza tecnologica nati per aiutare le imprese nella trasformazione digitale 4.0), i Digital Innovation Hub, le università, gli enti regionali di formazione, nonché società di consulenza, oltre agli stessi fornitori delle tecnologie 4.0.

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio, il ministro dello sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze e con il ministro del lavoro e delle politiche sociali, adotterà un decreto attuativo al fine di individuare a chi affidare la formazione e le procedure per l’utilizzo del credito d’imposta per la formazione 4.0.

Usufruire del credito d’imposta sarà semplice e l’incentivo verrà concesso in via automatica. L’importo del credito d’imposta dovrà essere indicato in dichiarazione dei redditi nel periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese di formazione agevolata (anno di imposta di competenza), e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quando non se ne conclude l’utilizzo. Il credito d’imposta sarà utilizzabile in compensazione a decorrere dall’anno successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi.

Ai fini dell’ottenimento del beneficio però, le spese per attività di formazione dovranno essere certificate dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali; tale certificazione dovrà essere allegata al bilancio.

 

Note e riferimenti

[1] Osservatorio delle competenze digitali 2017 realizzato da AICA, Assinform, Assintel e Assinter Italia in collaborazione con AgID e MIUR. Cfr. http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/competenze-digitali


A partire dal 2018 viene riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico, un credito d’imposta del 40% del costo aziendale del personale dipendente inserito in un’attività di formazione 4.0 nel periodo agevolato. Il tetto annuo del credito d’imposta riconosciuto ad ogni singola impresa sarà di 300.000 euro.

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